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Taxi sul piede di guerra, Usb: "no a misure ddl concorrenza, pronti a mobilitazioni'

·2 minuto per la lettura

"Siamo già sul piede di guerra e stiamo già valutando le forme di mobilitazione da mettere in campo" per contrastare questo provvedimento "che colpirà il nostro settore in modo devastante" : "metteremo in campo tutte le nostre forze per contrastare queste misure". Ad affermarlo all'Adnkronos è il coordinatore dell'Usb Taxi, Riccardo Cacchione che boccia le misure che sarebbero contenute nel ddl concorrenza e che prevederebbero "una devastante liberalizzazione" per i servizi di taxi e Ncc. Il provvedimento sul tavolo del Consiglio dei ministri delega il governo ad adottare un decreto, entro sei mesi, in materia di trasporto pubblico non di linea.

"Il provvedimento sulla concorrenza che è allo studio del Governo - sottolinea Cacchione - colpirà il nostro settore che è un servizio pubblico essenziale come emerge anche dal fatto che la direttiva Bolkestein non si applica ai taxi. Con questo provvedimento si pensa probabilmente di fare gli interessi di qualche soggetto forte, di introdurre un modello all'americana che non ci permetterà di portare a termine la giornata e non ci permetterà di arrivare alla fine del mese".

Proprio per questo, rileva coordinatore dell'Usb Taxi, "metteremo in campo tutte le nostre forze per contrastare queste misure" anche perché "arriviamo dall'emergenza covid che ha messo a dura prova tutto il settore e nonostante questo siamo sempre stati in prima linea per garantire un servizio pubblico essenziale in piena emergenza sanitaria".

"Siamo pronti a rispondere per le rime al Governo Draghi. Non siamo tra quelli che vogliono santificano il presidente del Consiglio. Ci ricordiamo di Draghi quando era alla guida della Bce e si occupò della Grecia. Siamo pronti a mobilitarci da Natale fino a Pasqua", ossia per tutto il periodo durante il quale il Governo dovrà predisporre il decreto in materia di trasporto pubblico non di linea. "Sono tre anni che il ministero dello Sviluppo economico e il ministero dei Trasporti dovevano provvedere ai decreti attuativi ed è da febbraio 2019 che aspettiamo", spiega Cacchione. "Si prospettano 6 mesi durissimi per noi ma anche per loro", avverte il coordinatore dell'Usb Taxi.

"La nostra risposta sarà forte perché siamo sinceramente preoccupati per il futuro del nostro lavoro. Siamo pronti a fare una lunga battaglia. Non sarà uno sciopero secco fino a se stesso ma ci sarà una mobilitazione che non riguarderà solo Roma o le principali città ma anche le città di provincia" anche perché come emerge da un bozza del provvedimento le nuove norme punteranno anche ad armonizzare le competenze regionali e degli enti locali in materia. "Con questo provvedimento si vuole abolire il contesto locale e privarli da qualsiasi autorità. Se vogliono questo noi risponderemo".

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