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Tecnologia, i Paesi emergenti sono pronti a competere con gli Usa

Leo Campagna
·3 minuto per la lettura
Tecnologia, i Paesi emergenti sono pronti a competere con gli Usa
Tecnologia, i Paesi emergenti sono pronti a competere con gli Usa

Richard Carlyle (Capital Group) segnala come in Cina, India, Brasile e Russia si siano già formati colossi in grado di confrontarsi a livello globale con le grandi aziende tecnologiche USA

È stato sottolineato più volte come la pandemia abbia accelerato il megatrend dell’innovazione tecnologica di cui hanno beneficiato le grandi aziende tecnologiche USA. Tuttavia, diversi osservatori fanno notare come nel prossimo decennio il focus potrebbe spostarsi verso la Cina e altri mercati emergenti. Tra coloro che sostengono questa tesi, Richard Carlyle, Investment Director di Capital Group, secondo il quale in Cina, India, Brasile e Russia si sono già formati colossi in grado di competere a livello globale.

IN CINA NON SOLO ALIBABA E BAIDU

“In Cina, per esempio, la classe media è composta da oltre 420 milioni di persone e con consumatori che hanno una diffusa familiarità nell’utilizzare i cellulari per rendere la loro vita più efficiente. Per soddisfare questa domanda, le aziende innovative sono sempre più numerose e competitive”, puntualizza Carlyle. Il riferimento dell’esperto non è soltanto ad Alibaba, definita come "l'Amazon cinese" e a Baidu, considerata come "il Google cinese", ma ai tanti nuovi operatori di successo capaci di aumentare le loro economie di scala più rapidamente rispetto alle aziende più datate, e molto prima di divenire note al di fuori dei mercati locali.

IL FATTORE DEMOGRAFICO SPINGERÀ L’INDIA

In India, invece, si distingue il conglomerato indiano Reliance Industries che in soli tre anni ha costruito una delle maggiori reti di telecomunicazioni al mondo con una base di abbonati di oltre 380 milioni nel paese. La sua espansione si estende a progetti che puntano a competere con i conglomerati globali. “La piattaforma di e-commerce JioMart, un servizio indiano di consegna di generi alimentari online nato come joint venture tra Reliance Retail e Jio Platforms, sfiderà, in collaborazione con WhatsApp di Facebook, competitor più consolidati come Amazon e Walmart nel mercato dell’e-commerce indiano, che secondo le previsioni crescerà da 38,5 miliardi di dollari nel 2017 a 200 miliardi di dollari entro il 2026”, specifica l’Investment Director di Capital Group. D’altra parte l’India ha dalla sua il fattore demografico. Basti pensare che della sua popolazione di 1,3 miliardi di persone, circa 440 milioni sono millennial mentre altri 390 milioni sono nati dopo il 2000 (generazione Z): inoltre, nei prossimi dieci anni, circa 150 milioni di indiani entreranno nel mondo del lavoro.

LE TRANSAZIONI DIGITALI SOSTERRANNO LA RIPRESA DEL BRASILE

Anche in Brasile, nonostante una faticosa uscita dalla più profonda recessione della sua storia, esistono diverse società di successo che potrebbero beneficiare della ripresa dell’economia, sulla scia di una maggiore finanziarizzazione e di un calo nei tassi di interesse. “La nostra ricerca ha inoltre indicato che l’autorità di regolamentazione del Brasile intende introdurre una maggiore concorrenza per accelerare il passaggio da un sistema basato sui contanti a un'economia basata principalmente sulle transazioni digitali”, riferisce Carlyle. Per esempio mentre PagSeguro e Stone Co. hanno sviluppato piattaforme per l’elaborazione dei pagamenti finalizzate a competere con i principali istituti del paese, l’e-commerce dell’azienda MercadoLibre mostra tassi di sviluppo sostenuti. “La crescita in questi mercati dovrebbe generare altre opportunità di investimento associate al cloud computing e alle esigenze infrastrutturali come strade, porti e magazzini”, spiega il manager di Capital Group.

IL QUADRO FONDAMENTALE POSITIVO DELLA RUSSIA

Carlyle, infine, segnala il quadro fondamentale tendenzialmente positivo in Russia con un livello di indebitamento ridotto e requisiti di finanziamento minimi. “Il colosso tecnologico russo Yandex, per esempio, ha deciso di acquistare, per una cifra vicina a 5,5 miliardi di dollari, la banca online Tinkoff che potrebbe portare ad una delle piattaforme fintech leader in Russia”, conclude Investment Director di Capital Group.