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Tecnologici Usa, è allarme bolla?

Morningstar
·3 minuto per la lettura

Il 2020 è stato un anno da record per i tecnologici americani. L’indice Morningstar US Technology ha guadagnato il 34% (in euro). La cosa che colpisce è che per 11 società il valore di Borsa è più che raddoppiato. Si tratta di: Coupa, CrowdStrike, DocuSign, Nvidia NVDA, Okta, Palantir, RingCentral, Shopify, Twilio, Zoom e Zscaler, che sul mercato sono riuscite a rastrellare, ognuna, più di 10 miliardi di dollari.

Alcune di loro non hanno risentito della pandemia, dato che le aziende non hanno tagliato i loro investimenti in software. Altre hanno cavalcato l’onda della crescita del lavoro da remoto e dell’e-commerce. Altre ancora hanno raccolto i frutti di trend già consolidati nel settore tecnologico.

Ci aspetta una nuova bolla dei tecnologici?

Quello che è successo nel 2020 non deve stupire. Si è verificato già altre volte, come nel caso dei titoli FAANG (Facebook, Amazon, Apple, Netflix e Google-Alphabet), ma la cosa straordinaria del 2020 è il numero dei titoli coinvolti. Guadando a quello che è successo in passato all’interno dei tecnologici americani, si nota che dal 1999 ad oggi è la prima volta che così tante società realizzano una performance superiore al 100% in un singolo anno. Un comportamento del genere si verifica di solito per un paio di aziende ogni anno. L’ultima volta che guadagni di questa entità hanno riguardato più di cinque titoli è stato nel 1999, prima dello scoppio della bolla "dot-com”.

Gli analisti di Morningstar però non vedono all’orizzonte la possibilità di nuovi terremoti sul listino dei tecnologici. “Rispetto al periodo della bolla delle dot-com, le aziende del settore, in particolare nelle industrie dei semiconduttori, dei servizi IT e del software, sono in grado di generare flussi di cassa elevati e costanti nel tempo che in buona parte giustificano queste valutazioni di mercato. Non possiamo escludere la possibilità che eventi macroeconomici possano causare il crollo del mercato nei prossimi mesi, ma non vediamo al momento la presenza di tecnologie altamente rischiose che difficilmente verranno adottate e che causeranno un forte deflusso di capitali”, dice Brian Colello, Sector Director di Morningstar.

Cosa aspettarsi

Al momento il settore tecnologico è valutato con un Prezzo/Fair value medio di 1,22, il più alto dal 2007 a questa parte. Nel corso del 2020 i titoli hi-tech hanno assolto alla funzione di comparto rifugio in una lunga fase di mercato caratterizzata da grande incertezza. Ma gli analisti si aspettano che, con il ritorno alla normalità, altri settori come quello delle compagnie aeree o quello alberghiero inizino a riprendersi e ad attrarre quei capitali che negli ultimi 12 mesi sono stati investiti nel settore tecnologia.

“Possiamo dividere i tecnologici americani in due categorie”, dice Colello. “La prima è rappresentata da azioni sopravvalutate ma con fondamentali solidi e con un solido vantaggio competitivo. Nella seconda, invece, ci sono i titoli che nel 2020 hanno realizzato performance stellari e che ora viaggiano su prezzi di mercato che sono molto al di là delle nostre valutazioni. Per questi ultimi non ci sorprenderebbe vedere una forte correzione dei corsi azionari nei prossimi mesi”.

Di Francesco Lavecchia

Autore: Morningstar Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online