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Telecom Italia lavora con banche su piano triennale mentre valuta offerta Kkr - fonti

·3 minuto per la lettura
Il logo Tim presso la sede centrale a Roma

MILANO (Reuters) - Telecom Italia (Tim) sta lavorando con un gruppo di banche ad un nuovo piano industriale che potrebbe includere lo scorporo di asset e la divisione della società in diversi business, mentre prosegue l'analisi dell'offerta di acquisto da parte del fondo statunitense Kkr.

Lo hanno riferito due fonti a conoscenza della situazione.

Tim ha ricevuto a novembre un'offerta non vincolante da parte di Kkr, che ha messo sul piatto 10,8 miliardi di euro per l'intero gruppo, in un'operazione che dà una valutazione complessiva della società di 33 miliardi se si include il debito netto.

L'offerta di Kkr è subordinata all'approvazione da parte del board della società e del governo italiano, anche se Vivendi - primo azionista di Tim - ha detto che la proposta non riflette il valore dell'ex monopolista telefonico.

Perché l'offerta sia formalizzata, il fondo ha richiesto una due diligence di quattro settimane, su cui Tim ancora non si è espressa.

Secondo le fonti, il nuovo piano triennale punta a riorganizzare il gruppo su base stand alone e comprende opzioni per far emergere il valore della società, tra cui lo scorporo delle attività di rete, e dunque dovrebbe essere anche un riferimento per qualsiasi decisione riguardante l'offerta di Kkr.

Tim, che ha nominato Goldman Sachs e LionTree come adviser per valutare l'offerta di Kkr e altre opzioni, ha arruolato Mediobanca e Vitali & Co perchè l'aiutino nella stesura del piano, hanno aggiunto le fonti.

La rete di linea fissa di Tim è l'asset più pregiato del gruppo e il secondo maggior azionista del gruppo, Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), ha invitato a rivisitare un piano precedentemente abbandonato per la fusione dell'infrastruttura di Tim con quella di Open Fiber, evitando una duplicazione degli investimenti mentre il governo si prepara a spendere miliardi di euro. Cdp controlla una quota del 60% in Open Fiber.

Tim e Cdp avevano raggiunto un accordo preliminare nell'agosto 2020 per integrare la rete di accesso di Tim con quella di Open Fiber, che prevedeva la possibilità dell'ex monopolista di mantenere, almeno inizialmente, la maggioranza azionaria della nuova società, ma il piano è stato poi di fatto congelato con il cambio di governo un anno fa e a causa di dubbi regolatori legati a tale assetto.

Facendo cadere un veto che si trascina da tempo, Vivendi - dopo che è emersa l'offerta di Kkr - si è detta aperta a discutere della cessione del controllo degli asset di rete di Tim nell'ambito di un progetto a guida istituzionale.

Rispetto all'offerta di Kkr e al dossier Tim, Cdp sta lavorando con Credit Suisse, il Tesoro con Lazard e Vivendi con Rothschild, secondo le fonti.

Una delle fonti ha spiegato che le linee guida del nuovo piano industriale dovrebbero essere esaminate dal board ad un consiglio di amministrazione previsto il 26 gennaio e spetterà al board decidere riguardo le diverse opzioni messe sul tavolo rispetto al riassetto dell'ex monopolista, sotto pressione per il calo del ricavi e dei margini in un mercato altamente competitivo sul fronte dei prezzi.

Tim, che deve ancora nominare un nuovo amministratore delegato dopo l'uscita di Luigi Gubitosi, ha richiesto al cacciatore di teste Spencer Stuart di trovare un nuovo Ceo, e il processo dovrebbe essere finalizzato a gennaio.

Pietro Labriola, a capo delle attività di Tim Brasil e nominato general manager di Telecom Italia a novembre, è considerato il successore più probabile, secondo quanto spiegato in precedenza da alcune fonti.

(Tradotto a Danzica da Enrico Sciacovelli, in Redazione a Milano Elvira Pollina)

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