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Tempi duri per il settore auto, Renault torna in perdita dopo 10 anni

Fabrizio Arnhold
Tempi duri per il settore auto, Renault torna in perdita dopo 10 anni

La compagnia automobilistica francese Renault chiude in 2019 in rosso di 141 milioni, e non accadeva dal 2009. Per quest’anno non sono previsti miglioramenti. In Francia non è esclusa la chiusura di alcuni impianti

Non succedeva da dieci anni. Renault ha chiuso il 2019 con vendite in calo del 3,4 per cento per 3,8 milioni di vetture e ricavi in ribasso del 3,3 per cento a 55,5 miliardi di euro, con una perdita di 141 milioni di euro. Il titolo è arrivato a perdere più del 4 per cento in avvio di contrattazioni. Il gruppo francese è stato costretto a tagliare il dividendo a 1,1 euro per azione dai 3,55 euro del 2018.

NUMERI CHE PREOCCUPANO 

I margini operativi del gruppo di attestano a 2,7 miliardi, in calo di 950 milioni rispetto all’anno precedente. L’utile operativo è sceso a 2,1 miliardi dai 2,9 miliardi del 2018, mentre l’utile netto è calato fino a 19 milioni e si confronta con i 3,4 miliardi del 2018. Dati preoccupanti che sottolineano le difficoltà del settore auto. E nel 2020, il mercato mondiale soffrirà ulteriormente. Il gruppo prevede quindi un calo ulteriore della redditività operativa, che dovrebbe oscillare tra il 3 e il 4 per cento delle vendite. Il crollo dell’utile, fa sapere la società, è dovuto anche ai deludenti risultati di Nissan, di cui Renault detiene il 43 per cento del capitale. 

L’IMPATTO DEL CORONAVIRUS: INCERTEZZE SUL 2020

“La visibilità per il 2020 resta limitata a causa dell'attesa volatilità della domanda, in particolare in Europa a causa della normativa relativa alle emissioni CAFE e dei possibili impatti del coronavirus”, ha commentato Clotilde Delbos, ceo di Renault. "Nonostante ciò il rafforzamento del management team, la ripresa dell'Alleanza e il successo dei nuovi modelli mi rende profondamente fiduciosa nella nostra capacità di rilanciare il gruppo”. A pesare sulla produttività, c’è la chiusura dello stabilimento di Renault in Corea del Sud che, però, dovrebbe riaprire la prossima settimana. Rallentano la produzione anche la mancanza di approvvigionamenti da parte dei fornitori cinesi, bloccati della diffusione del coronavirus.

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IMPIANTI A RISCHIO

Dopo aver registrato la prima perdita in dieci anni, Renault non esclude la chiusura di impianti. L’ad, Clotilde Delbos, in merito al programma che dovrebbe far risparmiare due miliardi di euro in tre anni, sull’eventuale chiusura di fabbriche in Francia ha risposto in conferenza stampa: “Non abbiamo tabù e non escludiamo nulla”.