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Tendenze di voto Usa: come votano di solito gli Stati

Primo Piano
·5 minuto per la lettura

Manca sempre meno al 3 novembre 2020, il giorno in cui verrà eletto il presidente degli Stati Uniti d'America. A contendersi la nomina saranno Donald Trump, in corsa per il secondo mandato dopo quello ricevuto nel 2016, e lo sfidante Joe Biden, che in caso di successo diventerebbe il 46° presidente Usa.

Nonostante i sondaggi diano in netto vantaggio Joe Biden, per propria conformazione i risultati delle elezioni americane non sono mai prevedibili con certezza. E’ possibile tuttavia stabilire con anticipo le tendenze di voto della maggior parte dei 50 Stati che compongono gli Usa, dividendoli tra quelli in cui storicamente prevalgono i democratici, quelli in cui hanno di solito la meglio i repubblicani, e gli Stati spesso soggetti a cambiamenti.

(Foto 270 To Win)
(Foto 270 To Win)

Gli Stati Uniti si possono dividere in quattro macroaree, a loro volta suddivisibili in microaree: North East, South, Midwest, West.

North East e South rappresentano le roccaforti rispettivamente del Partito Democratico e di quello Repubblicano. Per i dem, riveste grande importanza lo Stato di New York, con i suoi 29 Grandi Elettori, mentre per gli “elefanti” (simbolo dei repubblicani) lo stesso ruolo viene ricoperto dal Texas, che conta 38 Grandi Elettori. Se però i democratici possono stare tranquilli nel loro fortino, non altrettanto dicasi per i repubblicani: il Texas è uno Stato in continua evoluzione demografica, con la comunità ispanica che si sta avvicinando, per numero di abitanti, a quella bianca. Ciò potrebbe provocare uno spostamento importante dei voti verso i democratici.

Per quanto riguarda il North East, gli altri Stati storicamente democratici sono: Maine, New Hampshire, Vermont, Massachusetts, Rhode Island, Connecticut, New Jersey, Delaware, Maryland. L'unica eccezione in questa area è rappresentata dalla Pennsylvania, di cui però si parlerà più avanti.

Map of United States split into Census regions and divisions. Region definition, widely used for data collection and analysis. Most commonly used classification system. English. Illustration. Vector
Map of United States split into Census regions and divisions. Region definition, widely used for data collection and analysis. Most commonly used classification system. English. Illustration. Vector

Nel South, invece, gli altri Stati che per tradizione hanno votato quasi sempre repubblicano sono: Arkansas, Mississippi, Alabama, West Virginia, South Carolina, Kentucky, Tennessee, Oklahoma, Louisiana, Georgia. Anche qui, però, si trovano delle eccezioni. La prima riguarda la Virginia, zona repubblicana, che nelle ultime tre tornate elettorali ha votato per i dem, mentre la seconda è relativa alla Florida, che come la Pennsylvania merita un discorso a parte.

Altre certezze per i due partiti, seppur fuori da questi due territori, sono le Hawaii per i democratici e l'Alaska per i repubblicani.

Una macroarea dai contorni più sfumati e incerti è quella del Midwest, che comprende gli Stati del centro-nord degli Stati Uniti. Si tratta di un insieme di territori che non rappresentano un agglomerato compatto a favore di un partito, come il North East e il South, ma nei quali spesso si decidono le sorti delle elezioni. Malgrado questa sua caratteristica, il Midwest si può comunque dividere in due parti in base alle tendenze mostrate negli anni.

La prima comprende gli Stati più a Est di questo territorio (East North Central), che spesso risentono dell'influenza del voto democratico: Michigan, Wisconsin, Illinois e Minnesota. In realtà, grazie a un inaspettato cambiamento nelle preferenze, i primi due Stati sono risultati cruciali nella vittoria di Donald Trump nel 2016, portando al candidato repubblicano ben 26 Grandi Elettori. Eccezioni di questa zona sono le repubblicane Indiana, e Ohio, altro Stato cruciale.

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La seconda area comprende invece gli Stati più a Ovest del territorio del Midwest (West North Central), che solitamente votano per il Partito Repubblicano: Iowa, Kansas, Nebraska, North Dakota, South Dakota. Qui l'unico Stato a propendere per i democratici è il Missouri.

L'ultima macroarea è il West che ha tendenze di voto più certe e si divide in tre parti. La costa Ovest è fortemente a trazione democratica, con la sola California che porta ben 55 Grandi Elettori agli “asinelli” (a cui si aggiungono i 12 di Washington e i 7 dell'Oregon), mentre la zona Nord della parte più interna è un baluardo dei repubblicani (Montana, Wyoming, Idaho, Utah). La parte Sud, invece, presenta più incertezze con gli Stati di Colorado, Arizona, New Mexico e Nevada.

Con gli Stati del Sud-Ovest si entra nella zona più nebulosa, ma allo stesso tempo interessante, delle tendenze di voto. Questi, insieme alle già citate Pennsylvania, Florida, Ohio e Missouri sono i cosiddetti “Swing State”, ovvero quelli dalle preferenze più difficili da prevedere, ma che spesso determinano le sorti delle elezioni americane.

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L'Arizona ha votato repubblicani dal 1952, eccetto che per il 1996, ma ha una situazione ancor più accentuata di quella del Texas, Stato con cui confina. È un'area solitamente in mano alla destra, ma alcuni fattori, come la crescente percentuale di minoranze, insieme ad aree fortemente industrializzate come Phoenix, Tucson e Flagstaff, potrebbero far spostare le preferenze verso sinistra. Discorso analogo vale per il New Mexico e per il Colorado: mentre sul primo incide la forte crescita della popolazione ispanica, per il secondo è importante la presenza di metropoli, come Denver e Boulder, in cui il voto è più orientato per i democratici. Il Nevada, infine, è un cosiddetto “Beelwether State” (Stato banderuola), ovvero uno Stato che ha sempre votato per il candidato poi rivelatosi vincitore. Rientra parzialmente in questa categoria il Missouri, Stato del Midwest, che però nel 2008 e nel 2012 ha votato per McCain e Romney nelle elezioni vinte da Obama.

La Pennsylvania fa parte degli Stati del North East e, come i suoi vicini, ha una forte tradizione democratica. Nelle ultime elezioni, invece, il suo cambio di voto è stato uno dei principali fattori della vittoria di Trump, regalando al tycoon i suoi 20 Grandi Elettori.

Agli “Swing State” si è aggiunta negli ultimi anni la North Carolina, anche se quelli per antonomasia sono Florida e Ohio. Spesso le elezioni si sono decise su questi due Stati. È successo con Trump nel 2016, anche se il caso più eclatante risale alla tornata elettorale del 2000 con la sfida tra George W. Bush e Al Gore. Florida e Ohio sono sempre gli Stati più indecisi e chi conquista i loro 47 Grandi Elettori alla fine diventa il presidente degli Stati Uniti d'America.

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