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"Tenue" miglioramento ma le quattro Regioni arancioni rischiano

Luciana Matarese
·Giornalista
·2 minuto per la lettura
A woman possibly suffering with the coronavirus disease (COVID-19) waves goodbye to her family before being transported to a hospital, inside an ambulance of White Cross, a non-profit organisation, in Arcore, near Monza, Italy November 16, 2020. Picture taken November 16, 2020. REUTERS/Flavio Lo Scalzo     TPX IMAGES OF THE DAY (Photo: Flavio Lo Scalzo / Reuters)
A woman possibly suffering with the coronavirus disease (COVID-19) waves goodbye to her family before being transported to a hospital, inside an ambulance of White Cross, a non-profit organisation, in Arcore, near Monza, Italy November 16, 2020. Picture taken November 16, 2020. REUTERS/Flavio Lo Scalzo TPX IMAGES OF THE DAY (Photo: Flavio Lo Scalzo / Reuters)

Un leggero miglioramento frutto del cosiddetto “Decreto Natale”, il pacchetto di restrizioni disposto per le ultime festività. Nelle previsioni di tecnici e scienziati, che, domani - venerdì - si riuniranno in Cabina di regia per valutare l’evoluzione del contagio e stilare il report settimanale aggiornato, c’è un abbassamento della curva epidemica. “Tenue, molto tenue” puntualizza uno dei tecnici, indicando tra i segnali premonitori della lieve schiarita “la diminuzione dei ricoveri nei reparti ordinari e in quelli di terapia intensiva”. Lo scenario generale, però, resta invariato. Il virus continua a correre e l’allerta deve rimanere alta. Diversi i fattori di preoccupazione e di rischio, a partire dall’indice Rt, che da due settimane ha superato la soglia limite dell’1 e dall’abbassamento dell’età media dei contagiati.

Inimmaginabile, dunque, pensare di allentare le restrizioni disposte una settimana fa. Dipenderà certamente dalla valutazione della Cabina di regia sulla base dei dati aggiornati, ma a meno di sorprese anche la cartina del Paese, al momento in gran parte colorata di arancione, non subirà grossi cambiamenti. Tuttavia, su alcune regioni e Province Autonome l’attenzione è alta. Soprattutto tenendo presente la percentuale di occupazione dei reparti di terapia intensiva, che - come risulta dai dati dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali aggiornati al 20 gennaio - ha sforato il limite del 30% in nove regioni e in una Provincia Autonoma. La Provincia Autonoma di Trento, dove si attesta al 47%, che nel report della settimana passata aveva un indice Rt a 0.95 e una valutazione di rischio “moderata ad alto rischio di progressione” ed è in area gialla.

Sotto la lente anche quattro Regioni la settimana scorsa collocate in area arancione. Si tratta di Umbria (Rt a1.21, valutazione...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.