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Terza dose, Pregliasco: "Dati Israele dicono che è importante"

·3 minuto per la lettura

"I dati israeliani" sulla terza dose di vaccino anti-Covid "ci dicono che è importante realizzare questa rivaccinazione, in particolare per i fragili e gli esposti". Così all'Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco, docente dell'università Statale di Milano, commentando lo studio israeliano pubblicato sul 'New England Journal of Medicine' dal quale emerge come con una terza dose Pfizer porterebbe l'efficacia del vaccino a circa il 95% di protezione anche rispetto alla variante Delta.

"Vedremo poi come procede la stagione invernale - aggiunge Pregliasco - per comprendere meglio cosa fare in termini di strategia complessiva per tutta la popolazione e se accontentarci". Ma "c'è da distinguere - chiarisce il virologo - per ora sugli immunodepressi stiamo facendo la terza dose perché invece che 2 ne devono fare 3, e la terza come minimo a 28 giorni dalla seconda, per gli altri si tratta di un richiamo dai 6 mesi in poi".

"In queste ore sui social mi arrivano insulti incredibili e minacce perché sta girando una frase estrapolata da una delle mie tante interviste e mi viene attribuito, cosa non vera, che io avrei detto che fucilerei i non vaccinati" dice il virologo all'Adnkronos Salute. Il riferimento è a un video con un frammento di intervista rilasciata da Pregliasco ad un programma su La7 e condiviso su Facebook anche da Gianluigi Paragone, incorniciato dalla scritta 'chi non si vaccina come i soldati imboscati "fucilati sul posto"'.

"In realtà - spiega il virologo- hanno estratto una frase spezzata in cui raccontavo che i militari che durante la prima guerra mondiale si rifiutavano di andare all'attacco venivano fucilati sul posto. Però - chiarisce - non era certo una minaccia. Ma tutto questo incattivisce, perché le persone, evidentemente tratte in inganno da questo spot, mi dicono delle cose terribili: che lo faranno a me, che sono un criminale. Ancora non li ho denunciati, lo avevo fatto in passato, ma temo che mi toccherà farlo di nuovo". "I non vaccinati" contro Covid-19 "come gli evasori fiscali? E' così perché non è una libertà ma una licenza che uno si prende rispetto a un'esigenza di solidarietà e di convenienza nell'approccio a un rischio".

"Sono molto soddisfatto, veramente contento del boom di prenotazioni registrato dopo l'entrata in vigore dell'obbligo di Green pass al lavoro" dice all'Adnkronos Salute. "Cominciamo a intercettare - rileva il virologo - anche alcuni over 50 non vaccinati" contro Covid-19, "che è poi la fascia che ci interessa di più". "No ai tamponi gratis per i lavoratori. E' un elemento importante della deterrenza". Così all'Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco, docente della Statale di Milano, sulla richiesta avanzata dal leader della Cgil Maurizio Landini al Governo.

"Il lavoro è un diritto, ma - afferma Pregliasco - c'è il dovere di garantire la massima sicurezza possibile ai 'compagni di viaggio' e il vaccino è un elemento di solidarietà e di riduzione non certa, ma importante, del rischio. E' chiaro - sottolinea - che il Green pass vuole prevedere la vaccinazione e favorirla e farla gratuitamente. Il Green pass al lavoro è un convincimento volutamente stringente e pesante. Lo spirito è proprio quello, non vedo perché si deve avere una licenza alla vaccinazione". "I tamponi servono - conclude poi il medico - sono fondamentali, ma non è praticabile farli su larga scala".

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