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Tesla ha bruciato 277 miliardi di dollari in un mese

Antonio Cardarelli
·2 minuto per la lettura
Tesla ha bruciato 277 miliardi di dollari in un mese
Tesla ha bruciato 277 miliardi di dollari in un mese

Nuovi cali per il titolo Tesla, che ieri ha chiuso a 563 dollari per azione. Oltre alle vendite sui tecnologici, pesa anche la carenza di microchip

Prosegue la discesa del titolo Tesla, che ieri ha chiuso con un ribasso del 5,85% a 563 dollari per azione. Si tratta, per la società di Elon Musk, della quinta chiusura in ribasso consecutiva e che, nell’ultimo mese, ha “bruciato” 277 miliardi di dollari di capitalizzazione, arrivando agli attuali 540 miliardi di dollari. A farne le spese è stato proprio Elon Musk, che possiede circa il 18% delle azioni di Tesla.

VENDITA SUI TECNOLOGICI

Tesla è stata colpita in pieno dal sell-off che sta interessando i titoli tecnologici, come dimostra l’andamento dell’indice Nasdaq. L’indice tecnologico principale di Wall Street, nella seduta di ieri (lunedì) ha chiuso nuovamente in rosso (-2,41%) portando così il bilancio del 2021 in area negativa. Un calo, quello dei titoli tecnologici, che può essere spiegato con due motivi principali: il rialzo dei rendimenti dei decennali Usa e la migrazione degli investitori verso titoli che potranno beneficiare della ripresa economica.

L'andamento del titolo Tesla negli ultimi sei mesi

LA CRESCITA DEL DOW JONES

La campagna vaccinale, soprattutto negli Usa, procede a ritmo serrato e gli investitori stanno passando dalle azioni favorite dalle restrizioni della “stay at home economy” a quelle di società favorite dalla riapertura. Non a caso anche il titolo di Amazon è passato dai 3400 dollari di inizio febbraio agli attuali 2950 dollari. Così come la rotazione è ben visibile dall’andamento del Dow Jones, che ieri ha chiuso a +0,97% e da inizio anno segna un incremento di poco inferiore al 4%. E l’indice Dow Jones racchiude titoli come Caterpillar, Walt Disney, Coca-Cola e Boeing che certamente potranno crescere con la fine dei lockdown.

CARENZA DI MICROCHIP

Inoltre, a rendere ancora più complicata la situazione attuale di Tesla, è la carenza globale di microchip che sta rallentando l’industria automobilistica mondiale e colpisce duramente la produzione di auto elettriche. A fine febbraio Tesla è stata costretta a chiudere per due giorni lo stabilimento di Fremont (California) proprio a causa della mancanza di chip.