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Tim e Cdp impegnate su rete unica, 5 mesi per accordo vincolate

Image from askanews web site
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Roma, 29 mag. (askanews) - Dopo un'attesa durata anni, fatta di annunci e smentite, la strada perché l'Italia abbia una rete unica per la connessione in fibra sembra essere tracciata. Cdp e Tim insieme a Kkr e Macquarie hanno trovato l'intesa su un memorandum non vincolante in cui le parti si impegnano entro il 31 ottobre prossimo per accordi vincolanti per la rete unica. Da qui partirà tutta la parte di negoziazione sugli asset da conferire. Il modello sarà wholesale only, con Cdp che avrà il controllo a garanzia di un asset strategico come la rete.

Questa volta nel ruolo principale c'è la Cassa depositi e prestiti che, da operatore pubblico, potrà garantire su un asset strategico come la rete per la banda ultralarga. Le opzioni come le sinergie, saranno definite nel corso di questi mesi insieme ai valori degli asset e governance della nuova società. C'è poi il tema delle autorizzazioni regolamentari. Tim potrebbe cedere l'intera rete e non solo quella secondaria, dagli armadi alle abitazioni, ora in Fibercop, di cui la società guidata da Labiola ha il 51% insieme a KKr (37,5%) e Fastweb, e questa potrebbe essere unita alla rete di Open Fiber di cui è azionista di maggioranza Cdp con il 60% insieme a Macquarie con il 40%. Cdp è anche azionista di Tim con una quota di poco inferiore al 10%.

Al memorandum di intesa si è giunti con Tim guidata ora Pietro Labriola, un amministratore delegato arrivato da pochi mesi che ha presentato un piano per dare una nuova veste alla società separandola in una ServiceCo e una Netco e che ha messo da parte, con il sostegno degli azionisti, uno dei punti su cui le trattative si sono arenate negli ultimi due anni: la quota di maggioranza della futura società della rete a Tim. La nuova conformazione della società sarà presentata ai mercati nel Capital market day del 7 luglio.

Il memorandum firmato con i cda straordinari di Tim e Cdp insieme a quello di Open Fiber che si sono tenuti oggi, segna comunque una svolta 'storica' per Tim. Era il 2006 quando si iniziò a parlare una società della rete con Telecom Italia guidata allora da Marco Tronchetti Provera e di una separazione degli asset dei servizi da quelli infrastrutturali.

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