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Tim, giudice: da dimissioni in blocco nessun danno per Elliot

Fcz

Milano, 23 apr. (askanews) - La dimissione in blocco dei consiglieri di Tim "oltre che non palesemente giustificata" non è neppure "diretta a perseguire un intento di danno in capo a Elliott" che aveva richiesto "la revoca di taluni dei dimissionari e la loro sostituzione nell'assemblea del 24 aprile". Lo sottolinea il giudice civile di Milano, Elena Riva Crugnola, nell'ordinanza con cui ha accolto il duplice ricorso del cda di Tim e del principale azionista Vivendi di integrare l'ordine del giorno dell'assemblea dei soci di domani con le richieste del fondo statunitense.

Secondo il giudice milanese, "l'unico effetto prodotto dalle dimissioni" è stato quello di comportare "non la sostituzione dei soli amministratori per Elliot revocandi" ma quella "dell'intero cda, secondo la previsione statutaria". Perchè spetta all'assemblea dei soci, si legge nel provvedimento, "la scelta dei componenti dell'organo gestorio".

E ancora: "Che poi, come sottolineato da Elliot, la conseguenza delle dimissioni comporti, attraverso l'innesco della clausola 'simul stabunt simul cadent', anche l'innesco del voto di lista, non previsto invece secondo prassi interpretativa costante in Tim per le sostituzioni solo parziali di membri del cda", tutto ciò "non configura, ad avviso del Tribunale, quella conseguenza di sicuro pregiudizio della posizione di Elliott" che secondo il fondo statunitense deriva "dalla condotta degli amministratori dimissioniari e della socia Vivendi".