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Tim, governo non può permettersi di non giocare ruolo attivo - sindacati

·1 minuto per la lettura
Logo Tim proiettato su alcuni edifici nel quartiere Eur a Roma.

MILANO (Reuters) - Sulla vicenda Telecom Italia il governo non può permettersi di non giocare un ruolo attivo.

Lo sostengono in una nota i sindacati di categoria dopo l'incontro al ministero dello Sviluppo economico con il ministro Giancarlo Giorgetti.

Sulle vicende che riguardano Tim "occorre constatare come il Governo stia ritagliando per sé il ruolo di mero spettatore. Questo sarebbe uno sbaglio storico di cui sarebbe chiamato a rispondere", si legge nel comunicato.

"Se siamo d'accordo, e come potremmo non esserlo sulla base dei dati sulla digitalizzazione del paese nell'ultimo decennio, che il modello adottato non ha funzionato oggi il Governo non può permettersi di non giocare un ruolo attivo nella vicenda Tim".

La recrudescenza della conflittualità della governance aziendale e la conseguente offerta di acquisto da parte del fondo americano Kkr -- sottolineano ancora i sindacati -- "apre degli scenari che, se non opportunamente governati, rischiano di portare al definitivo tracollo di Tim, al suo totale smembramento e, evidentemente, a contraccolpi occupazionali onerosissimi".

I sindacati sostengono di avere una posizione non contraria a logiche di mercato "che favoriscano una concorrenza leale sulla qualità dei servizi erogati alla cittadinanza", ma invitano a fare una scelta che scongiuri "drammi occupazionali" e la definitiva uscita dello stato da un settore strategico sia sul piano nazionale che su quello continentale.

Ieri i principali sindacati del settore delle telecomunicazioni hanno avviato la procedura per convocare lo sciopero generale a Telecom Italia, precipitata nell'incertezza con la crisi all'interno del board che ha portato alle dimissioni dell'amministratore delegato Luigi Gubitosi poco dopo l'annuncio di un'offerta non vincolante da parte del fondo Usa Kkr.

(In redazione a Milano Sabina Suzzi, Claudia Cristoferi)

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