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Tim soffre in Borsa con timori Bruxelles su rete unica. Mef: no veto

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Milano, 17 set. (askanews) - Tim maglia nera tra le blue chip di Piazza Affari. A pesare sul titolo - che ha chiuso con un ribasso del 2,79% a 0,362 euro, dopo essere scivolato in avvio fino a 0,345 - le indiscrezioni riportate in mattinata da Bloomberg, secondo cui l'Antitrust europea nutrirebbe "preoccupazioni" in merito alla possibile combinazione tra la rete fissa di Tim con Open Fiber, perché ne deriverebbe "un monopolio che invertirebbe la rotta dopo decenni di deregulation". Una tegola che rischierebbe di abbattersi sul progetto che, sotto la regia di Cdp, dovrebbe portare alla creazione di una rete unica nazionale a banda larga. Ma a gettare acqua sul fuoco e a rassicurare il mercato ci ha pensato lo stesso Ministero del Tesoro. "Non è previsto alcun veto sul piano relativo alla rete unica", hanno sottolineato fonti del Mef, anzi "c'è un condiviso obiettivo comune di dotare l'Italia di moderne infrastrutture digitali", e per questo il ministro Gualtieri "ha contatti regolari con la commissaria Vestager", con cui ha parlato anche recentemente. Un "no comment" è giunto invece da Bruxelles anche perchè, ha spiegato un portavoce dell'esecutivo comunitario, "questa transazione non è stata ancora notificata". "Abbiamo visto le notizie di stampa e non abbiamo commenti specifici - ha spiegato - La Commissione sta seguendo da vicino gli sviluppi". A Piazza Affari è stata una giornata di passione anche per Enel, che ha lasciato sul terreno il 2,57%. Sul tavolo del cda odierno l'offerta vincolante inviata ieri dal fondo australiano Macquarie riguardo l'acquisto del 50% del capitale di Open Fiber e che prevede il riconoscimento di un corrispettivo pari a 2,65 miliardi (al netto del debito). "L'abbiamo ricevuta ieri ed è un po' difficile averla valutata già oggi. I tempi sono quelli necessari per approfondire cose del genere parliamo di settimane intere, un mese", ha spiegato l'Ad di Enel, Francesco Starace, interpellato a margine di un evento all'Hangar Bicocca dove era presente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "Sono tempi abbastanza lunghi, sono offerte che vanno esaminate. Non c'è niente di urgente, non abbiamo un calendario che ci corre dietro. Gestiremo la cosa coi tempi necessari".