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Tim sonda interesse investitori per asset mentre attende governo su rete - fonti

Il logo Tim presso la sede a Roma

MILANO (Reuters) - Telecom Italia (TIM) sta sondando l'interesse degli investitori per i suoi asset, mentre all'interno del nuovo governo di destra guidato da Giorgia Meloni si cerca di trovare un accordo su come risolvere le difficoltà dell'azienda.

Lo dicono a Reuters alcune fonti a conoscenza della situazione, dopo che il mese scorso il governo italiano ha congelato l'offerta di Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) per la rete di Tim, impegnandosi a trovare le migliori opzioni di mercato entro la fine dell'anno per arrivare all'obiettivo di portare l'infrastruttura sotto il controllo pubblico.

L'operazione da diversi miliardi di euro, parte di un progetto più ampio sponsorizzato dal precedente governo di Mario Draghi arrivare alla creazione della cosiddetta rete unica non Open Fiber, era anche un punto focale della strategia dell'AD di Tim Pietro Labriola per ridurre il debito dell'azienda, pari a 25 miliardi netti, suddividendola in diverse unità.

Labriola sta cercando di prepararsi a qualsiasi risultato che scaturirà dai colloqui all'interno del governo. Il manager sta lavorando in particolare con il fondo americano Kkr, come hanno riferito a Reuters tre fonti che conoscono la questione.

Il fondo statunitense, che detiene già una partecipazione nella rete di ultimo miglio di Tim e ha tentato senza successo di rilevare l'ex monopolista con un'offerta respinta quest'anno, ha recentemente rinnovato il suo interesse a stringere la sua presa sulla rete fissa, hanno detto le fonti.

Tim ha avuto contatti anche con altri potenziali investitori interessati ad acquisire parti dei servizi tra cui il gruppo francese di telecomunicazioni Iliad e Poste Italiane, secondo le fonti.

Qualsiasi operazione che coinvolga investitori stranieri e asset di Tim sarà soggetta alla valutazione del governo, in base alla normativa sul "golden power", che dà a Roma la possibilità di bloccare o mettere condizioni alla transazione.

Secondo le fonti, almeno due pretendenti hanno manifestato interesse per la controllata di Tim quotata in Brasile, Tim Sa.

Tuttavia, secondo Labriola, la vendita di una divisione che genera circa il 30% dell'Ebitda del gruppo potrebbe essere pericolosa per il rating di Tim, a meno che non riesca a strappare una valutazione a premio, spiegano le fonti.

Telecom Italia, Kkr, Poste e Iliad non hanno commentato.

Le discussioni all'interno del governo su come assicurarsi il controllo della rete di Tim, un asset considerato strategico, sono tuttora in corso, mentre il governo deve ancora avviare i colloqui con le parti interessate, tra cui il principale investitore Vivendi.

Fare cassa per tagliare il debito e mettere in sicurezza i propri conti è cruciale per Tim, da anni alla prese con un mercato italiano fortemente competitivo sul fronte dei prezzi e recentemente colpita da una serie di downgrade da parte delle agenzie di rating.

(Elvira Pollina, Giuseppe Fonte, editing Gianluca Semeraro)