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Titoli bancari italiani ancora a sconto fino al 25%: per gli analisti sono un'occasione

Antonio Cardarelli
·2 minuto per la lettura
Titoli bancari italiani ancora a sconto fino <br />al 25%: per gli analisti sono un'occasione
Titoli bancari italiani ancora a sconto fino
al 25%: per gli analisti sono un'occasione

Lemanik vede opportunità da cogliere a Piazza Affari sui titoli bancari e assicurativi, scambiati a prezzi molto inferiori rispetto ai competitor europei. Perplessità, invece, sulle utilities regolamentate

Il mercato italiano tratta con uno sconto del 10-15% rispetto al resto d’Europa e nel caso dei titoli finanziari e assicurativi questo gap arriva al 25%, per questo motivo, soprattutto questi ultimi, rappresentano un’occasione da cogliere. Ad affermarlo è Andrea Scauri, gestore azionario Italia di Lemanik, che analizza l’andamento di Piazza Affari.

VOLATILITÀ IN CALO

La volatilità sul comparto finanziario è in diminuzione e c’è la prospettiva concreta che assicurazioni e banche possano tornare a pagare dividendi nella seconda metà dell’anno quindi, spiega Scauri, “è il momento di tornare sui titoli del settore”. L’approccio più soft dei regolatori rispetto al 2020 fa pensare a un effetto positivo sui multipli sottostanti i titoli finanziari e sugli utili. “Soprattutto nel caso italiano – commenta il gestore di Lemanik - questo potrebbe essere un elemento molto forte per il 2021, grazie anche alla nomina a premier di Mario Draghi che potrebbe essere un forte catalizzatore per i flussi esteri, riportando il mercato italiano all’interno delle asset allocation dei grandi fondi di investimento”.

I BENEFICI IN ARRIVO

Nell’analisi di Scauri, tale andamento potrebbe portare beneficio alle large cap in una prima fase, mentre successivamente, quando la selezione dei titoli si sposterà verso equity stories di qualità meno conosciute, ci sarà più attività su small e mid cap. “In questo momento il mercato italiano tratta con uno sconto del 10-15 per cento rispetto al mercato europeo e questo fa presupporre una generale sovraperformance dell’Italia in termini di indici”, sottolinea Scauri. “Sui finanziari, il gap aumenta fino al 20-25 per cento”.

SCELTA SETTORIALE

Per questo, a livello settoriale, la preferenza di Lemanik va ai titoli assicurativi e bancari. Le banche più piccole hanno un beta più elevato, quindi una possibilità di avere una rivalutazione più importante trattando multipli più contenuti rispetto alle banche più grandi. Resta poi l’interesse per i titoli ciclici, come il settore auto, che sta tornando a essere investibile, e le materie prime. Mentre per quanto riguarda la componente Esg (Environmental, social e governance), il focus è soprattutto su equity stories interessanti nel settore delle rinnovabili e della transizione ecologica. C’è però un settore che piace meno, attualmente, a Lemanik su Piazza Affari ed è quello delle utilities regolamentate, “dal momento che tratta a premi molto elevati, elemento che lo rende vulnerabile in caso di ritorno dell’inflazione”.