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Titoli di Stato non sono più un “bene” rifugio. Scure dei tassi zero

Fabio Carbone

I titoli di Stato, di qualsiasi Paese abbia un buon rating sul debito, sono considerati un rifugio su cui poter sempre contare, quasi come l’oro. Ma la politica sui tassi zero che la Banca centrale europea (Bce) di Mario Draghi ha applicato in questi anni, per stimolare la politica monetaria europea, ha causato degli effetti indesiderati.

I titoli di stato della Germania sono sotto zero su tutte le durate, significa che acquistare titoli di stato tedeschi non solo non rende ma fa perdere capitale. Va meglio con i titoli francesi ma solo se si superano i 14 anni di durata. Tra i pochi titoli di stato che rilasciano interessi ci sono i bonos spagnoli e, ovviamente, i titoli di stato italiani. I nostri Btp sono tra i più remunerativi d’Europa ed è per questo che vanno sempre a ruba durante le aste.

Titoli obbligazionari societari: non va molto meglio

Molti investitori, piccoli risparmiatori, non hanno ancora preso piena consapevolezza di quanto sta accadendo.

Anche le emissioni obbligazionarie di grandi aziende non rendono più come una volta. E quanti desiderano una remunerazione più alta, sono costretti a prestare i propri fondi a società che offrono interessi più alti, in cambio di un rischio di perdita del capitale più elevato.

Lo stesso vale per i titoli di stato, sono i Paesi con un basso rating a dare maggiori interessi (vedasi Italia) ma a patto che ci si accolli un maggior rischio: il capitale potrebbe non tornare (leggasi Argentina).

Quale il rischio sui titoli di stato all’epoca dei tassi bassi?

Pur di ottenere un minimo rendimento, gli investitori (spesso piccoli risparmiatori) optano per soluzioni più “dinamiche” con livelli di rischio più alti, nella speranza che tutto vada per il meglio.

Il rischio, però, è che nel momento in cui la politica monetaria cambierà, non sarà più lo stesso.

Quando la Bce cambierà strategia e ritirerà la marea di liquidità immessa nel sistema, resteranno in piedi solo le società e i sistemi finanziari più solidi, il resto crollerà.

Tradotto, le società che offrono più alti rendimenti sulle obbligazioni e che sono a maggior rischio insolvenza, potrebbero diventare insolventi e quindi non restituire il capitale investito.

Questo il rischio, ed è bene conoscerlo prima.

La repressione finanziaria

L’anomalia dei tassi zero sulle obbligazioni viene chiamata repressione finanziaria dagli addetti ai lavori. La repressione finanziaria mette a rischio anche la strategia di quanti acquistano titoli con tasso negativo, nella prospettiva di rivenderli in futuro a un prezzo più elevato, così da ottenere un guadagno in conto capitale.

Tuttavia, secondo alcuni analisti e come riporta anche Il Sole 24 Ore, “a certi livelli il capital gain potrebbero non essere sufficienti a compensare la repressione finanziaria che rende negativi i tassi dei bond”.

Come proteggersi?

Informarsi è lo scudo migliore per proteggersi contro un cattivo investimento. Prima di fare qualsiasi investimento è bene non solo leggere i prospetti informativi (e va fatto), ma anche informarsi su come sta andando il settore di riferimento nel quale stiamo per investire. E bene informarsi se quel tipo di strumento finanziario (in questo caso titoli obbligazionari), possono essere o meno un rischio e fino a che punto possono esserlo.

This article was originally posted on FX Empire

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