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I titoli tecnologici restano sotto pressione

Fabrizio Arnhold
·2 minuto per la lettura
I titoli tecnologici restano sotto pressione
I titoli tecnologici restano sotto pressione

Non si ferma la rotazione dei titoli in portafoglio dopo l’annuncio del vaccino di Pfizer: al Nasdaq salgono quelli più in sofferenza in questi mesi, come energetici e viaggi, e scendono i tech

La Borsa di New York apre contrastata, dopo il rally di ieri. Prosegue la rotazione dei titoli tecnologici, dopo l’annuncio di Pfizer (+1,99%) e BioNTech (+3,87%) sul vaccino anti Covid. A pochi minuti dal suono della campanella il Dow Jones viaggia in territorio lievemente positivo a +0,17%, sotto la parità lo S&P 500 (-0,63%) e in deciso rosso il Nasdaq a -1,43%.

CONTINUA LA ROTAZIONE DEI TITOLI

La notizia dell’efficacia del vaccino di Pfizer spinge gli investitori a cambiare i titoli in portafoglio, tornando a preferire quelli che hanno più sofferto nei mesi dell’emergenza sanitaria, come quelli delle società energetiche, aeree e di navigazione, al posto di quelli tech, soprattutto quelli della cosiddetta “stay at home economy”. I mercati, quindi, provano a guardare alla ripresa post Covid.

L’EFFICACIA DEL VACCINO

Il farmaco del colosso americano Pfizer ha dato evidenze incoraggianti, risultando efficace nel 90% dei volontari sottoposti ai test di fase 3, quella più avanzata. L’azienda farmaceutica potrebbe quindi ricevere il via libera per l’uso in emergenza negli Usa entro un mese. Buona notizie arrivano anche sul fronte della cura del virus, con la società farmaceutica americana Eli Lilly (+2,9%) che ha ottenuto l’approvazione d’emergenza per la cura sperimentale a base di anticorpi monoclonali.

LE BORSE RALLENTANO DOPO IL RALLY

Ieri è stata una giornata da record per i mercati, con Dow Jones e S&P 500 che hanno registrato nuovi massimi intraday. Il petrolio prova a tenere il prezzo anche oggi, dopo i guadagni di ieri di oltre 8 punti percentuali, con la miglior chiusura dal 22 ottobre. Il Wti con scadenza dicembre oggi guadagna l’1,49%, scambiato a 40,89 dollari al barile.