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Tni Italia:con green pass per 37% ristoranti calo 30-60% fatturato

·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Roma, 6 set. (askanews) - E' passato esattamente un mese dall'introduzione del green pass, che deve essere esibito per consumare con servizio al tavolo all'interno di bar e ristoranti. Tni Italia, il sindacato che tutela le imprese del mondo della ristorazione e dell'accoglienza alberghiera, ha somministrato un questionario ai suoi associati per comprendere quale sia stato l'impatto nelle imprese della ristorazione.

Un impatto che per quasi il 40% dei ristoranti è stato economico, con una perdita media di fatturato del 30% e punte fino al 60%, ma anche sociale. Quasi il 41% degli intervistati ha infatti dichiarato che si è trovato a discutere o comunque in situazioni spiacevoli con i clienti proprio a causa del green pass. Pochissimi, invece, sono stati i controlli da parte delle forze dell'ordine: l'83,9% non ha avuto nessun controllo, il 12,7% ne ha ricevuto uno, il 3,3% più di una volta.

"Non vogliamo fare i controllori. Per questo ribadiamo la nostra richiesta al governo di abolire l'obbligo di controllo del green pass da parte del gestore dell'attività di somministrazione", Raffaele Madeo, portavoce di Tni Italia.

In merito all'impatto del green pass sul fatturato, se quasi il 40% dei ristoratori ha subìto una flessione, il 48% non ha registrato variazioni rispetto al periodo pre-green pass, mentre il 12% ha registrato un incremento, che però, sopratutto nelle zone balneari, è dovuto all'aumento delle presenze turistiche. Inoltre, potendo usufruire di tavolini all'aperto, pochi sono stati i clienti hanno mangiato all'interno dei locali. Le maggiori difficoltà - e perdite - si sono avute per i ristoranti senza spazi all'aperto, pari al 14,2% del totale degli intervistati.

"Le imprese del settore restano in difficoltà e, nonostante i cali di fatturato dovuti al distanziamento, che ha ridotto i coperti, e ora l'introduzione del green pass, continuano a pagare tasse e imposte senza ricevere alcun indennizzo. A Firenze, per esempio, entro questo mese le attività saranno tenute a pagare l'imposta comunale sulla pubblicità. Siamo esausti e l'era delle restrizioni, come dimostra il green pass, non è conclusa. Ci attendiamo un autunno molto difficile. Per questo - conclude il portavoce di Tni Italia - chiediamo una moratoria fiscale fino al 2022 e la proroga del credito d'imposta sugli affitti per tutto il periodo in cui ci sarà lo stato di emergenza".

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