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Tonfo petrolio azzoppa i titoli oil di Piazza Affari, scende ancora FCA

Titta Ferraro

Avvio senza smalto per Piazza Affari. Il Ftse Mib, reduce dal lieve rialzo della vigilia, segna una flessione dello 0,075% a 22.187 punti in scia alla chiusura debole di Wall Street. Torna alla ribalta la questione commerciale. Il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato che manca ancora molto per raggiungere un accordo con la Cina minacciando altri dazi. Prosegue intanto la earning season negli Stati Uniti. Dopo i numeri oltre le attese arrivati ieri da Goldman Sachs, oggi tocca a Bank of America. Spazio anche ai numeri di Netflix (dopo la chiusura di Wall Street).

Si segnala la debolezza pronunciata dei titoli oil: -2,22% Saipem, -2,33 Tenaris, -0,88% Eni. Ieri sera il petrolio è sceso repentinamente del 3% dopo la notizia che l'amministrazione Trump starebbe prendendo in considerazione colloqui con l'Iran.

Tra le big di Piazza Affari continua il momento no di Fca (-0,42%), scivolata ieri complice il sell con cui Goldman Sachs ha avviato la copertura sul titolo. Stamattina invece sono arrivati i deboli dati sulle immatricolazioni di giugno in Europa, con il gruppo guidato da Mike Manley che ha fatto peggio del mercato (quota mercato scesa dal 6,4 al 6,1%).

Ritraccia Unicredit (-0,78%) che ieri aveva cavalcato il rialzo di outlook deciso da S&P. Questa mattina la banca guidata da Jean Pierre Mustier ha finalizzato una nuova cessione di crediti deteriorati. La controllata UniCredit Bank Hungary ha ceduto un portafoglio di crediti in sofferenza a EOS Faktor Zrt. e ha raggiunto anche un accordo per un piano triennale di cessione di nuovi flussi.