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Torna il Festival Musica sull’Acqua Essenza sul Lago di Como

Image from askanews web site
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Milano, 27 giu. (askanews) - Un atteso ritorno quello del Festival Musica sull'Acqua Essenza XVIII edizione dal 3 al 17 luglio 2022, un Festival diffuso tra natura, borghi antichi e luoghi d'arte dal Lago quest'anno per la prima volta fino a Bergamo: un approccio olistico all'esecuzione e all'ascolto, per una musica che faccia bene.

Edizione dedicata alla memoria di Bernard Haitink, membro del comitato artistico del Festival Musica sull'Acqua. Nato nel 2005 per festeggiare il ventesimo compleanno della Scuola Sperimentale di Musica Roberto Goitre nel borgo di Colico, nel cuore verde lombardo tra i laghi di Como e di Lecco. La titolazione a Roberto Goitre, allievo del metodo didattico sperimentale dell'ungherese Kodály e riscopritore dei precetti di Guido D'Arezzo, suggerisce subito quello spirito davvero sperimentale di gioco, rinnovamento e convinzione di poter incidere sul benessere della società e del singolo attraverso la divulgazione di una cultura più amica e umana, che fu l'anima buona e rivoluzionaria di tanti giovani lombardi e italiani negli anni '70 e '80. Da quell'esperienza intima e famigliare di due giovani insegnanti, di coro Giorgio Senese, di scuola elementare e propedeutica musicale Maria Chiara Mottarella, arriva dunque lo spirito unico del festival Musica sull'Acqua, ancora oggi famigliare e capitanato da Francesco Senese, violinista di sicura fama internazionale, cresciuto nel segno di un altro gran lombardo che credeva nei valori fondanti di una musica utile per il benessere dell'uomo, Claudio Abbado. E questa edizione è dedicata ad un altro dei grandi maestri che Senese annovera tra i rapporti professionali che hanno inciso sulla sua relazione con la musica, il maestro olandese Bernard Haitink, incontrato grazie alla lunga collaborazione con Orchestra Mozart e membro del comitato artistico di Musica sull'Acqua. Musica sull'Acqua è dunque epitome di queste due fondanti eredità intellettuali europee: da un lato un festival che accoglie i più grandi musicisti internazionali affinché lavorino tra loro e insieme ai giovani talenti in un rinovellato spirito di zusammen musizieren, ove la musica da camera diventa davvero occasione di un rapporto intimo tra musicisti e col pubblico; ma d'altro canto Musica sull'Acqua si impegna soprattutto a lavorare sul benessere di musicisti e pubblico attraverso un uso olistico della musica, delle sue fasi preparatorie nel lavoro sul corpo, della bellezza e della natura più incontaminata. Infatti il Festival offre ad entrambi training specifici, che spaziano dalle tecniche percussive, dal mimo e dalla collaborazione con preparatori di atleti professionisti, fino agli usi sperimentali della ceramica attraverso la manipolazione dell'argilla e della barbottina, per stimolare una gestualità libera e un rapporto più consapevole con il nostro corpo. Cuore del festival è l'Orchestra Giovanile MACH, diretta emanazione di 36 anni di lavoro della scuola e del festival, protagonista di tanti appuntamenti e in continuo dialogo con solisti e importanti artisti come Mario Brunello, Frida Bollani-Magoni, Ingrid Fliter, André Gallo, Magnus Lindgren, Andrea Lucchesini, Diego Matheuz, Sara Mingardo, Moni Ovadia, Marco Pierobon. I repertori, che non temono mai l'unione di musica ben nota a quella di compositori quasi mai frequentati, come il russo Arenskij o il contemporaneo finlandese Mustonen, nella serena certezza maturata in anni che il pubblico, nel giusto contesto emotivo, sappia godere in egual misura di entrambi, intrecciano la bellezza immateriale ed aerea del suono umano ai canti della natura, in passeggiate nei boschi, giardini, piazze e chiostri, ribaltando la sentenza novecentesca che la musica d'arte non possa vivere all'aperto. Al contrario chiosa così il Direttore Artistico Francesco Senese questa scelta solo apparentemente contraria ad un credo consolidato: "È un ritorno all'antico, ai concerti nei parchi delle corti europee, ai caffè danzanti viennesi, un salto temporale oltre certi convincimenti che sembrano aver inibito l'istinto naturale dell'uomo verso la musica come gioia, benessere, appagamento. Rivitalizzare quest'istinto primigenio dell'uomo verso la musica, partendo dal corpo, da un'esperienza libera, fresca, multisensoriale - se è vero che il primo strumento musicale furono i piedi in cammino e il loro ritmico battere - è la missione che fu dei miei genitori, il sentimento musicale in cui siamo cresciuti umanamente e professionalmente mia sorella ed io, il sentire che oggi vogliamo trasmettere al nostro pubblico. E negli anni posso testimoniare che la musica vissuta tra gli elementi naturali e la bellezza d'arte umana dei luoghi in cui sono cresciuto è un'esperienza che fa bene alle persone di ogni età" e ancora: "Negli anni ho imparato io per primo a non avere più paura della libertà in musica: se un bambino o chiunque applaude nel momento sbagliato o fa qualche cosa di potenzialmente disturbante, io mi volto verso quella persona, sorrido e continuo a suonare. Con questo spirito, una libertà in altri contesti fuori luogo, nei nostri spazi intimi e naturali, diventa l'occasione per creare un legame umano prezioso e per me irrinunciabile." Così tra l'Abbazia di Piona, il Parco Cariboni, l'Oasi Naturalistica L'Ontano, piccoli oratori di campagna, le chiesette nei borghi, il Museo della Barca Lariana fino al cortile di Palazzo Zanchi nel cuore di Bergamo, Musica sull'Acqua si prenderà cura del corpo e dell'anima del suo affezionato pubblico grazie alle note umane da Bach ad oggi, ad un'esperienza quasi quarantennale di lavoro sul corpo complesso e delicato dei musicisti e alla collaborazione attiva della natura del luogo.

Progetto realizzato con il sostegno di The Hilti Foundation e il contributo del Fondo Sostegno Arti dal Vivo (Acel Energie - Fondazione Comunitaria del Lecchese - Lario Reti Holding).

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