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Borse nel segno della cautela, Milano in verde

Antonio Cardarelli
·2 minuto per la lettura
Borse nel segno della cautela, Milano in verde
Borse nel segno della cautela, Milano in verde

Avvio di seduta prudente per le Borse europee in una giornata segnata dai timori di nuovi lockdown e dell’aumento dei casi. Trump vieta investimenti in 31 aziende cinesi controllate dall’esercito

Partenza nel segno della cautela per le Borse europee. Piazza Affari apre con l’indice FTSE MIB in area -0,3%, stessa perdita segnata dal DAX di Francoforte. Avvio complicato per il FTSE 100 di Londra, che perde poco meno dell’1%, mentre Madrid e Parigi sono in linea con Milano e Francoforte. A circa metà seduta, complice anche il dato sul Pil trimestrale dell'Eurozona in rialzo (+12% rispetto al secondo trimestre, ma -4,4% rispetto al terzo trimestre 2019) le Borse europee hanno tentato un mini-rimbalzo. Milano si è riportata in area positiva, raggiungendo anche +0,5%, insieme alle altre Borse del Vecchio Continente. Unica eccezione Londra, che ha ridotto le perdite iniziali rimanendo però sotto la parità.

CASI IN CRESCITA

L’effetto vaccino dell’inizio della scorsa settimana sembra essersi esaurito. Anche oggi i mercati sembrano guardare all’aumento dei nuovi positivi, nonostante in Europa le misure restrittive stiano cominciando a dare qualche risultato. Negli Usa, invece, la curva continua a crescere e anche ieri i positivi hanno toccato un nuovo record, con 144mila nuovi casi. Il governatore della Fed Powell invoca prudenza sulle prospettive economiche nonostante l’arrivo del vaccino.

FRENATA A WALL STREET

Nonostante il consolidamento della vittoria di Joe Biden, che si è aggiudicato anche l’Arizona allontanando ancora di più il rischio di una lunga battaglia legale, ieri Wall Street ha frenato con il Dow Jones a -1,08%, l’S%P 500 a – 1% e l’indice tech Nasdaq che ha perso lo 0,65%. Nella mattinata europea i futures Usa sono contastati e puntano a un possibile mini-rimbalzo dell’indice tecnologico.

TRUMP MANDA L’ASIA IN ROSSO

Seduta in rosso, invece, per l’Asia e in particolare per i listini della Cina continentale. La ragione del calo è piuttosto chiara, e risiede nell’ordine esecutivo firmato da Donald Trump che vieta investimenti statunitensi in società cinesi di proprietà o controllate dall’esercito di Pechino. Nella lista, che comprende 31 società, ci sono anche i colossi Huawei e ChemChina. Tokyo ha chiuso la seduta in rosso dello 0,53% (Nikkei 22%), mentre Shanghai viaggia con una perdita superiore allo 0,8%.

MATERIE PRIME

Poco movimento nel cambio euro/dollaro, che rimane intorno a 1,18. Perde terreno il petrolio, con il Wti in calo dell’1,6% (40,44 dollari al barile) e il Brent a -1,24% (42,99 dollari al barile). In crescita, invece, l’oro che si attesta a 1.877 dollari l’oncia (+0,23%).