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Tornano preoccupazioni sulle Borse con vendite sull’obbligazionario americano

Matia Venini
·2 minuto per la lettura
Tornano preoccupazioni sulle Borse con vendite sull’obbligazionario americano
Tornano preoccupazioni sulle Borse con vendite sull’obbligazionario americano

Gli investitori globali temono che il piano di aiuti economici da 1.900 miliardi di dollari prospettato dagli Stati Uniti possa generare inflazione. Una paura che frena i listini europei e il rally asiatico

Dopo giorni di rialzi i listini europei si fermano, frenati delle vendite di T-bond statunitensi scatenate dalla paura dell’inflazione. Tutte le Borse del Vecchio Continente aprono in territorio leggermente negativo, con Piazza Affari in calo dello 0,2%, così come Francoforte e Parigi. Londra e Madrid cedono lo 0,1%.

DRAGHI IN SENATO

Questa mattina il Presidente del Consiglio Mario Draghi è atteso in Senato per la fiducia. Le fibrillazioni interne al Movimento 5 stelle non dovrebbero mettere a rischio la nuova maggioranza di governo. Almeno secondo lo spread, che rimane stabile a 92 punti base, in leggero rialzo rispetto all’apertura di ieri a causa dell’asta Btp che ha superato i 130 miliardi di euro di richieste in mezza giornata per poi chiudere a 83 miliardi per via delle cancellazioni dei fondi speculativi.

PAURA INFLAZIONE

Negli Stati Uniti, gli investitori temono che il piano di aiuti all’economia da 1.900 miliardi di dollari prospettato dal Presidente Joe Biden possa provocare un aumento dell’inflazione. Ciò ha accelerato notevolmente la vendita di titoli del Tesoro. Ieri il rendimento decennale è salito di 9 punti base fino a raggiungere l’1,33%, un livello che non si vedeva da febbraio 2020. I futures dei principali listini sono bassi, tutti vicini alla parità.

SI FERMA IL RALLY ASIATICO

I timori statunitensi raggiungono anche l’Asia e frenano l’economia del continente dopo 12 giorni di rialzi. Il Nikkei di Tokyo, dopo aver raggiunto i valori massimi degli ultimi 30 anni, cala dello 0,58%. Hong Kong invece guadagna lo 0,86%, mentre i listini di Shanghai e Pechino sono ancora chiusi a causa dei festeggiamenti per il Capodanno lunare.

WTI RIMANE SOPRA I 60 DOLLARI

Le quotazioni del petrolio continuano a salire. Il Wti rimane sempre sopra la soglia dei 60 dollari al barile, in crescita dello 0,4% a 60,35 dollari. Il Brent guadagna mezzo punto percentuale e raggiunge i 63,71 dollari al barile. Euro in lieve calo sul biglietto verde: la moneta unica europea scende sotto quota 1,21.