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Toro per il franco svizzero che entra in bid-tone

Lorenzo Daglio
·2 minuto per la lettura

Una settimana sul Foreign Exchange Market che ha messo i riflettori sulla forza del ‘Safe Haven’ per eccellenza ovvero il Franco Svizzero.

Dopo alcune settimane di ripresa del “Bid Tone” per la 

Valuta Americana e soprattutto dopo il recupero della rottura del supporto Weekly nell’intorno di prezzo 0,9180 sino al massimo nell’area 0,9480-95 il rate ha dato in settimana un verdetto importante.

Il “Bid Tone Americano” infatti ha lasciato il “palcoscenico” ad una importante segnale che ha cambiato il “Trading Mood” ovvero un ingente pressione sulla curva di Domanda di Franco Svizzero che si è rafforzato di circa 200 pips in soli 5 giorni di contrattazione.

Dal punto di vista tecnico l’Exchange Rate potrebbe ritestare la price-area sotto i 0,92 figura in quanto il “Bid-Tone” rimane elevato.

Per quanto concerne il lato Fondamentale notiamo, esimanando il Commitments of Traders, che i Large Speculators hanno incrementato le loro posizioni in Acquisto attestando un reverse rispetto alle settimane precedenti.

La situazione mondiale con i listini ai massimi storici a causa di una eccessiva liquidità monetaria, con un’economia reale che si attesta sempre più in elevata incertezza e tassi negativi come quelli della SNB al -0,75 punti base creano una situazione verso un apprezzamento di beni “safe haven” che avallano la domanda tenendo conto anche di una situazione di emergenza sanitaria mondiale ancora tutt’altro che risolta e che continua ad essere presente.

Pertanto per le settimane prossime si potrebbe valutare un ampliamento dell’asset allocation inerente valute quali CHF e JPY nonchè di altri assets rifugio.

Questo spostamento sembra continuo sulla domanda, sembrerebbe testimoniare che un “great change” sia sempre più vicino.

Conseguentemente a ciò il 10-year US T-bond yield è sceso portando pressione sulla curva di offerta di USD e dando linfa al metallo giallo, altro safe-haven.

Il clima anche per l’economia a Stelle e Striscie rimane “slight hawkish” e la conferma di tale clima potrebbe essere avallata in settimana con il dato CPI Core che si attende al 1,5% rispetto ad un 1,3% di Febbraio anche se meno proxy del big-data inflattivo che rimane il Personal Consumption Expenditures Price Index che sarà rilasciata a fine del mese.

Importanti i dati anche delle Retail Sales e del Pil Cinese.

Concludiamo con un rapido sguardo ad un value poco conosciuto il “kimchi premium” che è dato dalla differenza tra il BTC e il Korean Won e il BTC/USD.

Storicamente i massimi assoluti inerenti al Kimchi Premium si sono attestati prima di grandi correzioni del mercato e ultimamente il “Kimchi” è cresciuto di oltre il 17% pertanto sul versante Criptovalutario le attese di continui rialzi potrebbero essere attenuate dando spazio a pull-back tecnici.

Autore: Lorenzo Daglio Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online