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Tra pandemia e crisi aumentano richieste esorcismi, Padre Giacobbe Elia: "Sempre più casi"

(Adnkronos) - La crisi economica, la pandemia, un senso di solitudine che non accenna a diminuire. Sono molti i fattori che hanno contribuito negli ultimi anni a far accrescere il numero di persone che si considerano vittime di possessione demoniaca. Molte all'inizio, non consapevoli della natura del loro malessere, provano a rivolgersi a un medico, fanno analisi e controlli, ma, ciò nonostante, non vedono migliorare la propria condizione psicofisica. "E' proprio lo psichiatra, alla fine, a consigliare talvolta ad alcuni pazienti di rivolgersi ad un sacerdote" per poter trovare rimedio a quel male oscuro che non dà loro pace.

"Negli ultimi 10 anni il numero di persone indemoniate è aumentato molto. Io arrivo a farne anche dalla mattina fino a mezzanotte. Gli esorcismi possono durare anche delle ore", dice all'Adnkronos Padre Giacobbe Elia, esorcista della diocesi di Avezzano e per un anno maestro di Padre Amorth. Il quadro che delinea Padre Elia è quello di una comunità di fedeli che si sentono soli e smarriti: "Molte persone - spiega - si sono sentite abbandonate, soprattutto negli ultimi anni, e si sono rivolte a sette sataniche, maghi e fattucchiere. Il diavolo ha così potuto trovare terreno fertile in cui insinuarsi".

"Molti approfittatori -aggiunge Padre Elia - sfruttano il momento di debolezza delle persone per compiere il male. La pandemia non ha di certo aiutato: alcuni fedeli - che avevano bisogno della vicinanza di un sacerdote - sono rimaste colpiti dal fatto che le parrocchie siano rimaste chiuse tanto a lungo. La Chiesa, infatti, da sempre è vicina agli ultimi, ai malati. C'è una grande assenza di sensibilità su questo argomento da parte dei Vescovi, che dovrebbero sentire maggiormente il gemito del popolo di Dio. Molte persone che non sono indemoniate cercano infatti solo qualcuno che le possa ascoltare".

"Raramente -spiega il padre esorcista- basta solo un incontro per esorcizzare il demone, a volte possono volerci anche anni, dipende dall'intensità della possessione: negli stadi iniziali basterebbe una preghiera costante, come l'esicasmo, per scacciare il Maligno, ma la maggior parte degli indemoniati non si rende conto della sua condizione e spesso intervengono i medici".

"Padre Elia spiega infatti che "diversi psichiatri mandano alcuni loro pazienti dall'esorcista. Nel 98% dei casi chi viene da me ha già fatto analisi cliniche in ospedale, ma non ha ottenuto nulla dalla terapia che sta facendo. Sono infatti casi non inquadrabili in un contesto medico-scientifico e a volte sono proprio gli specialisti a raccomandare ai pazienti di rivolgersi a noi esorcisti". Quali sono i sintomi principali di una possessione? "Negli indemoniati - racconta - tutto nasce da una profonda tristezza che a volte si acutizza fino a rendere scarso il sonno. I loro sogni sono popolati da incubi e, durante il giorno, soffrono di malori e dolori allo stomaco e alla testa. Queste persone vivono una perenne incomprensione nelle relazioni umane, sentendosi continuamente rifiutati dal prossimo: questo non fa che isolarle e allontanarle sempre più dalla fede".

"Quello che gli indemoniati devono compiere è un cammino all'inizio doloroso ma necessario nella fede. Durante gli esorcismi le persone possono scalciare, agitarsi, urlare. Una volta un ragazzo di origine ceca, durante un esorcismo, si è fatto volontariamente legare con una corda e ciò nonostante è riuscito a spezzarla. La forza del demonio è impressionante, ma quella di Dio supera ogni cosa. La paura? Grazie al Signore, ho la forza e la serenità per affrontare il Maligno. Sono nelle mani di Dio ed è solo grazie a Lui se riesco a combattere e vincere il demone. Tutto viene da Lui", conclude Padre Elia.