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Tramontato il progetto di fare scuola fino al 30 giugno

Fabio Luppino
·Ufficio centrale HuffPost
·2 minuto per la lettura
Getty images (Photo: Getty images)
Getty images (Photo: Getty images)

Il ministro Patrizio Bianchi non perde occasione per ringraziare il grande lavoro fatto dal mondo della scuola in questi mesi così difficili, professori in testa. Ed anche per ricordare come la didattica a distanza (o Did, didattica integrata a distanza, acronimo in voga da settembre per meglio specificare come non sia alla pari con la didattica in presenza, ma solo una necessità) sia un’eccezione da adottare solo “in situazioni estreme”. In questo siamo dove già eravamo con il Conte due e anche nell’auspicio per “una scuola nuova che non lascia indietro nessuno”, come ha detto ancora a Rainews24 il ministro.

Nel frattempo, però, il titolare di viale Trastevere in quasi due settimane ha dovuto fare alcuni passi indietro sui buoni propositi, suoi e del governo. A partire dall’ipotesi di un prolungamento generalizzato dell’anno scolastico al 30 giugno per recuperare il tempo perso, affermazione maldestramente attribuita a Draghi che tanto ha irritato il corpo docente. Sul punto i sindacati si sono messi subito di traverso, il ministro ha accolto le rimostranze, ha nominato una commissione e ha lasciato chiaramente capire che si procederà caso per caso, andando a vedere dove c’è l’esigenza di recuperare qualità. Quindi, al 30 giugno molto a macchia di leopardo (rammentando, tra l’altro, che il calendario scolastico è di competenza regionale). Soprattutto alle superiori sarebbe stato impossibile impegnare professori e nell’esame di Stato e nelle lezioni ordinarie. Tralasciando che in alcuni contesti sarebbe difficile tenere i ragazzi in classe ad oltre 30-40 gradi di temperatura: del resto le strutture scolastiche sono ben lontane dall’essere moderne ed efficienti (areate con condizionatori), il che avrebbe anche di molto attenuato l’impatto della pandemia, oltre al resto delle infrastrutture che servono (trasporti capaci di evitare...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.