Trasforma il profilo Facebook in un cv e trova lavoro: la storia di Claudio Nader

Intervista al 29enne bolognese che ha dato una svolta alla sua carriera puntando sulle proprie idee e sulla creatività

"Ideas can beat the crisis". Le idee possono battere la crisi. E' questo il motto di Claudio Nader, un ragazzo bolognese di 29 anni che è riuscito a cambiare la sua vita e la sua carriera professionale puntando su un'idea creativa e originale: utilizzare il proprio profilo di Facebook come un curriculum vitae. Come molti giovani italiani della sua età, Nader si era trasferito all'estero, a Londra, per avere qualche chance in più di trovare un lavoro. In Inghilterra però lo scenario non era molto migliore di quello italiano: nel suo campo, la comunicazione, le opportunità di impiego erano certamente più numerose che in Italia ma il fatto di non conoscere perfettamente la lingua e di non avere un giro di contatti nutrito lo facevano partire svantaggiato nella ricerca di un'occupazione. La concorrenza era fortissima: nella capitale britannica c'erano tantissimi giovani che ambivano alle stesse posizioni e che, essendo del posto, non avevano i suoi stessi "handicap" professionali.

Per farsi largo in quel mondo e recuperare il gap iniziale, l'unica soluzione era farsi notare in modo originale. Sì, ma come? Pensa e ripensa, alla fine il guizzo è arrivato: trasformare il profilo pubblico di Facebook in un cv. Nel marzo del 2011, Claudio realizza la sua idea. Essendo il primo a sfruttare questa potenzialità del social network, la trovata sale subito agli onori delle cronache in mezzo mondo. Blog e siti di informazione, tra cui il prestigioso Guardian, cominciano a raccontare la sua storia. A Nader arrivano le prime richieste di interviste da Inghilterra, India, Brasile, Stati Uniti e altri Paesi. I "retweet" su Twitter che diffondono la notizia del primo "Facebook-cv" si sprecano. E così, nel giro di due mesi, per Claudio iniziano a fioccare anche le offerte di lavoro.

Le prime a contattarlo sono alcune agenzie di comunicazione in Inghilterra. Ma le proposte più allettanti gli arrivano proprio dall'Italia. E Claudio, a differenza di molti altri "cervelli in fuga", sceglie di tornare nel suo Paese. A maggio, viene ingaggiato da un'azienda che si occupa di comunicazione digitale a Milano. E dopo soli due mesi e mezzo, il giovane creativo viene chiamato da una grande agenzia di Bologna, la sua città, che gli offre un posto di lavoro ancora più stimolante dal punto di vista economico e professionale.

Claudio ha raccontato la sua esperienza in un'intervista rilasciata a Yahoo! Finanza. Eccola.

Nader, come è nata l'idea che è diventata la svolta della sua carriera?
A inizio 2011 mi trovavo a Londra. Lavoravo in un bar. Volevo cercare un posto di lavoro nel mio settore ma avevo degli "handicap" come la conoscenza non perfetta della lingua e la mancanza di contatti,  soprattutto dal punto di vista professionale. Tanti ragazzi inglesi che andavano in cerca di un'occupazione nel campo della comunicazione e del social media marketing partivano avvantaggiati perché non avevano i miei stessi limiti. A quel punto ho pensato: "Devo trovare un vantaggio che ho solo io".

E cosa ha fatto?
Sono partito da due presupposti: primo, la comunicazione sul web è dominata da Facebook, quindi è qui che devo farmi notare; secondo, per trovare un lavoro, il curriculum è fondamentale. Quindi mi sono chiesto: come posso combinare le due cose, visto che sono anche un grafico? E così ho deciso di puntare tutto sul profilo di Facebook, il punto caldo del social network, e di usarlo in modo funzionale, mettendo il mio cv sulle cinque foto vetrina. In questo modo il profilo è diventato un vero e proprio curriculum: sono stato il primo a farlo.

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Come ha realizzato l'idea?
E' stata un'operazione piuttosto artigianale anche perché non c'erano, e credo non esistano ancora, applicazioni che consentano di lavorare in questo modo sul profilo Facebook. Ho diviso il cv in cinque sezioni (Contatti, Esperienze di lavoro, Istruzione, Competenze e lingue parlate, Interessi), le ho trasformate in foto e le ho elaborate con Photoshop. A quel punto, ho caricato le foto al contrario, dall'ultima alla prima, in modo che potessero essere visualizzate correttamente dagli utenti di Facebook. Agendo sulle impostazioni della privacy, ho fatto in modo che il profilo-cv fosse visibile solo ai "non-amici". Per gli amici, invece, il mio account Facebook continuava a essere quello di sempre. I passaggi nel dettaglio sono illustrati nel tutorial presente sul mio sito.

Ecco l'immagine del primo Facebook-cv di Claudio Nader. Sul suo sito, claudionader.com, il giovane bolognese ha pubblicato un tutorial per permettere a tutti di trasformare il proprio profilo Facebook in un curriculum vitae. Eccolo.

In che modo ha fatto circolare il suo profilo-cv?
Ho individuato i siti di informazione e i blog che potevano essere interessati a raccontare di cv creativi e di profili Facebook alternativi. Ho scritto loro una semplice mail in cui spiegavo loro che stavo cercando lavoro e che, per farlo, avevo inventato questa cosa.

E come è andata?
Ho caricato il mio profilo nel marzo di quest'anno. Nel giro di qualche settimana ho cominciato a vedere i primi articoli sulla Rete e a ricevere richieste di interviste. Hanno scritto della mia idea siti prestigiosi come il Guardian e Mashable. Ma la notizia si è diffusa anche al di fuori della Gran Bretagna. Ne hanno parlato Tv e blog in India, Brasile, Stati Uniti, Russia, Francia, Cina e così via. L'eco è arrivata anche in Italia, ovviamente.

Una sezione del curriculum vitae creativo di Claudio Nader

Quali sono stati i risultati della sua trovata?
Direi ottimi. All'inizio, nei primi due mesi, una decina di agenzie di comunicazione in Inghilterra mi hanno contattato per dei colloqui informali. Mi hanno invitato a un evento a Londra sui social media: quella, per esempio, è stata un'occasione per stringere nuovi contatti professionali e farmi conoscere ancora di più. A maggio, due mesi dopo il lancio del curriculum su Facebook, ho ricevuto una proposta di lavoro concreta da un'agenzia di Milano attiva nell'ambito del social media marketing. Il successo, quindi, mi ha permesso di trovare il lavoro che cercavo e di tornare in Italia.

Lavora ancora a Milano?
No, dopo due mesi e mezzo ho ricevuto un'offerta ancora più invitante da una grande agenzia di Bologna, la mia città, e ad agosto ho cominciato a lavorare per loro. Si tratta di una situazione lavorativa soddisfacente sia dal punto di vista professionale che economico: era quello che volevo fare.

Che riscontri ha avuto dalla Rete?
Molte altre persone, quando hanno letto della mia idea, hanno fatto lo stesso. Mi hanno contattato un centinaio di persone per congratularsi con me e chiedermi consigli e suggerimenti su come realizzare un curriculum simile al mio. L'idea è stata adottata soprattutto da giovani del Brasile, il Paese che ha parlato di più della mia storia. E ci sono stati cinque o sei ragazzi che mi hanno fatto sapere di aver trovato lavoro grazie a questo espediente. Mi auguro, tra l'altro, che ci siano anche altre persone che sono riuscite a trovare un'occupazione in questo modo: non importa se me lo fanno sapere o no.

Qual è l'aspetto che la gratifica di più di questa esperienza?
Io mi trovavo a Londra deluso e demoralizzato perché non riuscivo a trovare lavoro. Ero fuori da tutto, lontano dalla mia città. Facendo leva solo su me stesso e su un'idea sono riuscito a ritrovare fiducia nelle mie capacità e a ottenere un lavoro che mi piace molto. E' questa la cosa più bella della mia esperienza. E poi sono particolarmente contento di essere tornato in Italia. In un periodo in cui molti giovani, e alcuni molto talentuosi, fuggono all'estero, trovare chi vi fa ritorno è una rarità: per me, è una bella soddisfazione.

"Ha funzionato". Ecco il Facebook-cv pubblicato da Nader dopo aver trovato lavoro

Che consiglio dà ai giovani che si trovano in una situazione di precarietà e cercano lavoro?
Il suggerimento che mi sento di offrire ai miei coetanei è innanzitutto di capire precisamente che tipo di lavoro vogliono fare, al di là delle esperienze fatte. A quel punto, anziché limitarsi a mandare cv in giro nell'attesa di essere trovati, devono essere attivi il più possibile e cercare i modi per dimostrare il loro "plus" personale rispetto ad altri. Se c'è bisogno, devono essere disposti anche a cambiare le carte in tavola e reinventarsi. "Le idee possono battere la crisi", era questo il motto visibile sul mio profilo Facebook. Ed è questo lo spirito con cui bisogna procedere.

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