Italia markets closed
  • FTSE MIB

    24.744,38
    +215,69 (+0,88%)
     
  • Dow Jones

    34.200,67
    +164,68 (+0,48%)
     
  • Nasdaq

    14.052,34
    +13,58 (+0,10%)
     
  • Nikkei 225

    29.683,37
    +40,68 (+0,14%)
     
  • Petrolio

    63,07
    -0,39 (-0,61%)
     
  • BTC-EUR

    51.162,30
    -798,08 (-1,54%)
     
  • CMC Crypto 200

    1.398,97
    +7,26 (+0,52%)
     
  • Oro

    1.777,30
    +10,50 (+0,59%)
     
  • EUR/USD

    1,1980
    +0,0004 (+0,04%)
     
  • S&P 500

    4.185,47
    +15,05 (+0,36%)
     
  • HANG SENG

    28.969,71
    +176,57 (+0,61%)
     
  • Euro Stoxx 50

    4.032,99
    +39,56 (+0,99%)
     
  • EUR/GBP

    0,8657
    -0,0026 (-0,30%)
     
  • EUR/CHF

    1,1020
    -0,0013 (-0,12%)
     
  • EUR/CAD

    1,4982
    -0,0028 (-0,18%)
     

I tre pilastri che sorreggono Wall Street

Virgilio Chelli
·2 minuto per la lettura
I tre pilastri che sorreggono Wall Street
I tre pilastri che sorreggono Wall Street

Un’analisi di Bank of America mette in evidenza i fattori che finora hanno supportato l’azionario americano nonostante le sbandate provocate dal Covid-19

I rischi su Treasury e inflazione che secondo alcuni minacciano il Toro di Wall Street sono ampiamente bilanciati da tre potenti fattori che supportano il mercato azionario americano, rappresentati da liquidità, crescita degli utili e ampiezza crescente sia della platea di investitori sia dei titoli che partecipano al movimento al rialzo.

ANCORA FONDI DA INVESTIRE

Lo sottolinea lo strategist di Bank of America Ajay Singh Kapur secondo cui la corsa del Toro cominciata a marzo 2020 non è affatto terminata perché resta molto denaro da investire, i fondamentali societari migliorano e sempre più aziende vanno bene. Kapur e il suo team hanno rivisitato la storia del mercato dall’esplosione della pandemia in poi per individuare tutti i fattori che avrebbero dovuto far deragliare il rally ma si sono poi rivelati falsi segnali. La lista è molto lunga e va dalle analisi riprese dai media tra marzo e giugno del 2020 secondo cui la recessione poteva trasformarsi in depressione, agli allarmi sullo “scollamento” tra dati economici negativi e Borsa in rialzo all’inizio dell’estate, a quelli sui prezzi delle azioni USA ‘mai state così care’ di agosto.

RIPRESE DOPO LE SBANDATE

La lista va avanti con solo l’11% dei 600 CEO interpellati dalla Conference Board che a settembre credeva in una ripresa a ‘V’, e poi con i nuovi allarmi sui ritardi dei vaccini mentre la seconda ondata investiva prima gli USA e poi l’Europa, per finire con i recenti allarmi rossi sui rendimenti dei Treasury e il ritorno dell’inflazione. Accanto a ogni allarme rosso rilanciato e enfatizzato sui media, gli strategist di BofA affiancano puntigliosamente il grafico di un mercato azionario che dopo una sbandata iniziale ha puntualmente ripreso a correre. E continuerà a farlo fino a che la liquidità è abbondante e la curva degli utili aziendali punta verso l’alto. Solo quando comincerà a invertirsi bisognerà preoccuparsi.