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Tre spunti per investire in azioni cinesi

Virgilio Chelli
·4 minuto per la lettura
Tre spunti per investire in azioni cinesi
Tre spunti per investire in azioni cinesi

Capital Group prevede periodi di volatilità che potrebbero essere opportunità e segnala i campioni locali nel tech e nella sanità, il settore viaggi e turismo e i consumi discrezionali

Rispetto a USA e Europa, la Cina finora ha adottato stimoli contenuti per contrastare l’impatto della pandemia sull’economia, cercando piuttosto di stabilizzarla, anche perché ha sviluppato un potente motore della domanda e i leader politici restano concentrati sull’aumento della spesa domestica e sullo sblocco dei considerevoli risparmi delle famiglie. In questo quadro, finora l’azionario cinese se l’è cavata abbastanza bene, ma, tra la tiepida ripresa dei consumi e le preoccupazioni legate alla catena di fornitura, è probabile che si verifichino periodi di volatilità.

APPROFITTARE DELLE DEBOLEZZE DI MERCATO

Proprio questo, afferma in un commento Stephen Green, Economista di Capital Group, potrebbe offrire agli investitori con un approccio a lungo termine opportunità selettive per approfittare di possibili debolezze del mercato, visto il persistere di tensioni geopolitiche e una ripresa probabilmente graduale. Il settore industriale sta tornando a livelli normali, pari o superiori al 2019, ma la crescita sarà lenta e graduale, perché gli utili industriali restano deboli e le esportazioni potrebbero diminuire dal 20% al 30% su base annua, mentre anche la ripresa dei consumi resta lenta, ancora influenzata dalla reticenza a uscire di casa, che si riflette su viaggi e ristorazione, ancora ben sotto i livelli del 2019.

CONTRAZIONE PIÙ FORTE DELLE STIME UFFICIALI

La ricerca di Capital Group suggerisce che nel primo trimestre l’economia cinese si sia contratta di più dei dati ufficiali del governo, e prevede una crescita negativa o leggermente negativa per l’intero il 2020, in contrasto con il consensus. Ma, prosegue l’analisi di Green, non appena l’entità del prossimo collasso delle esportazioni sarà più chiara, è probabile che Pechino lanci un mini-stimolo fiscale, meno importante di quello della crisi finanziaria globale, che potrebbe ammontare a 5 punti del PIL rispetto ai 10 punti dopo lo shock del 2008-2009. Potrebbe però bastare a stabilizzare l’economia nella seconda metà del 2020 e fornire sostegno alla crescita nel 2021, perché ci vogliono 12-18 mesi per trasmettere lo stimolo all’economia.

SVILUPPO DI DATA CENTER E RETI 5G

Potrebbe anche essere decisa una concentrazione della spesa per nuove infrastrutture che spianerebbe la strada allo sviluppo di data center e reti 5G, in un cambio di rotta rispetto alle tradizionali misure di stimolo per la costruzione di nuove strade e abitazioni. Le società nazionali più innovative dovrebbero continuare a beneficiare inoltre della tendenza emergente alla localizzazione o all’approvvigionamento di beni e servizi dall’interno, in parte dovuta alla dislocazione in alcune catene di fornitura e a problematiche commerciali strutturali, un trend che si è iniziato a vedere nei settori del software e dei semiconduttori.

LA CRESCITA DELLA ‘SANITÀ DIGITALE’

I campioni dell’online, come Tencent e Alibaba, hanno aumentato massicciamente l’attività per servizi sanitari, mentre le società di biotecnologie sono in prima linea per lo sviluppo di vaccini contro il COVID-19. In generale, osserva l’esperto di Capital Group, l’invecchiamento della popolazione e la domanda di servizi sanitari di maggior qualità può offrire interessanti opportunità di investimento nei prossimi anni. La Cina ha adottato tecnologie cloud in ritardo rispetto agli USA, ma il lavoro da casa ha cambiato le dinamiche in modo significativo spingendo molte aziende verso soluzioni basate su questa tecnologia.

ALIMENTARE ED EDUCAZIONE ONLINE

La spinta digitale ha impattato anche il settore alimentare e l’educazione online, nel quadro di un attenzione sempre maggiore a salute e benessere, per cui l’esperto di Capital Group prevede anche ampio spazio di crescita per i prodotti assicurativi basati sulla protezione. Infine viaggi e turismo: dopo la SARS nel 2003-2004, il settore in tutta l’Asia alla fine si era ripreso con l’adozione di standard di sicurezza e una maggior fiducia dell’opinione pubblica. Ma ora, e nei prossimi 12-24 mesi, si prevede un mutamento temporaneo dei comportamenti, con le destinazioni che passeranno da internazionali a nazionali causa le restrizioni e un certo ridimensionamento da parte dei consumatori sensibili ai prezzi.

I CONSUMATORI PIÙ BENESTANTI NON HANNO PERSO FIDUCIA

La fiducia dei consumatori resta un ingrediente essenziale. Quelli benestanti nelle città di livello 1 e 2 non l’hanno persa, mentre quelli nelle città di livello 3 e 4 sono diventati sempre più sensibili ai prezzi. Sulla base della ricerca di Capital Group, i brand premium e il trading up sono ancora temi rilevanti nelle città più ricche, mentre i brand nazionali a largo consumo hanno difficoltà a mantenere il potere di prezzo. Beni di lusso, cosmetici premium e prodotti per la cura della pelle hanno registrato una forte ripresa dalla riapertura dell’economia. In tutti i casi, l’esperto di Capital Group raccomanda la selezione di azioni basata sulla qualità delle aziende, che in Cina varia in modo significativo con settori in diverse fasi di maturità.