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Treasury, la curva dei tassi resta pericolosa nonostante la frenata

Virgilio Chelli
·3 minuto per la lettura
Treasury, la curva dei tassi resta pericolosa nonostante la frenata
Treasury, la curva dei tassi resta pericolosa nonostante la frenata

Massimo De Palma, Responsabile team Multi Asset Italia di GAM SGR, fa il punto sull’andamento dei tassi USA e sugli elementi a cui prestare maggiore attenzione nei prossimi mesi, anche nell’Eurozona

La corsa dei rendimenti dei Treasury americani con scadenza a lungo termine è rallentata negli ultimi tempi dopo l’intenso movimento degli scorsi mesi, nonostante dati macro che continuano a segnalare una ripartenza robusta dell’economia statunitense. La scorsa settimana negli Stati Uniti sono stati pubblicati numerosi indicatori che hanno sorpreso in positivo il mercato, in particolare, il forte balzo delle vendite al dettaglio, la discesa delle richieste di sussidi di disoccupazione, e la progressiva crescita dei prezzi al consumo, che avrebbero invece dovuto dare nuovo slancio al movimento rialzista sui tassi d’interesse, iniziato ad agosto 2020.

UN MOVIMENTO CONTRO-INTUITIVO

Contro-intuitivamente, sottolinea Massimo De Palma, Responsabile team Multi Asset Italia di GAM SGR, i rendimenti dei Treasury sono invece scesi di circa 8 punti base, con un movimento apparentemente inspiegabile. Con il suc­cesso del piano vaccinale e la conseguente riapertura dell’economia, il sentiment di mercato è in netto miglioramento. Ma alcuni fattori possono aiutare a spiegare l’apparente contraddizione. Il primo è prettamente tecnico, la tendenza rialzista ha subito una forte accelerazione da metà febbraio, quando ha bucato la parte superiore del canale, raggiungendo un livello di ipercomprato tale da innescare un rientro dagli eccessi.

RICOPERTURE PER MONETIZZARE IL PROFITTO

A questo si collega, spiega De Palma, la chiusura parziale o totale di posizioni ribassiste, con la monetizzazione degli utili di periodo. Inoltre, a fine marzo termina l’anno fiscale giapponese e, con aprile gli investitori nipponici ricostruiscono le posizioni finanziarie, generando un flusso di acquisti sui Treasury USA. Il cospicuo differenziale dei tassi tra il titolo governativo americano e quello giapponese ha costituito in questa fase, anche al netto delle coperture del rischio di cambio, un’opportunità interessante.

ACCELERATA DELL’INFLAZIONE

Secondo l’esperto di GAM SGR, occupazione e consumi dovrebbero continuare a beneficiare del graduale ritorno alla normalità, ma il mercato potrebbe concentrarsi più sull’inflazione. I prezzi al consumo americani nei prossimi due mesi salirebbero intorno al 3,6% e poco sopra il 4%, soltanto per effetto del raffronto con i dati di aprile e maggio dello scorso anno, estremamente negativi, a -0,7% e -0,1%. Per certi aspetti, il mercato dovrebbe già scontare questo “base effect”, ma De Palma avverte che numeri simili, toccati l’ultima volta dopo la crisi finanziaria del 2008, potrebbe generare una reazione emotiva sui tassi.

PRUDENZA ANCHE NELL’EUROZONA

Anche la zona Euro potrebbe non restare immune. La curva dei rendimenti delle obbligazioni europee ha rendimenti negativi e una forma molto più piatta rispetto a quella USA, indicando che. Questo vuol dire che in molti casi gli investitori sono indotti ad accettare un rischio maggiore, cioè duration più elevata, per ottenere rendimenti a scadenza meno negativi o appena positivi. Ma un eventuale irripidimento della curva, come quello degli Stati Uniti, nel caso la BCE avesse un “atteggiamento” simile alla Fed, avrebbe impatti significativi sulle performance di portafoglio. Di fronte a questa asimmetria, è quindi bene assumere un atteggiamento prudente, limitando l’esposizione alla parte lunga della curva.