Tredicesime 2012 a rischio per molti dipendenti

Alle normali scadenze fiscali di fine anno si è aggiunto il pesante saldo Imu, la forbice fra l’indice di rivalutazione contrattuale dell’Istat (+1,4%) e quello dei prezzi al consumo (+3,1%) si è allargata a dismisura e così le imprese – soprattutto le medio-piccole – sono in difficoltà all’appuntamento con le tredicesime. La mensilità supplementare che veniva utilizzata dai lavoratori in gran parte per i regali e le festività natalizie servirà, in molti casi, per coprire debiti e spese primarie. A fornire un quadro dettagliato della situazione è un sondaggio di Confesercenti-Swg secondo il quale i consumi caleranno del 3% rispetto al dicembre 2011. Con la tredicesima si pagheranno mutui, tasse, Imu e bollette, gli italiani tireranno i remi in barca e risparmieranno due miliardi di euro. Secondo i calcoli della Cgia (Associazione Artigiani Piccole Imprese) di Mestre un capo ufficio (reddito lordo annuo stimato in 49.500 euro) percepirà una busta paga più leggera di 46 euro, un impiegato (reddito di 21.500 euro) avrà 24 euro in meno e un operaio (reddito di 20.600 euro) subirà una decurtazione di 21 euro. Questo ragionando in termini di media ma in questo dicembre di recessione ci saranno coloro che avranno una tredicesima identica (se non addirittura superiore) a quella del 2012 e coloro che, invece, dovranno attendere il versamento posticipato della mensilità supplementare. Molte imprese, dissanguate dalle scadenze fiscali, potrebbero non essere in grado, nell'immediato, di onorare i loro impegni contrattuali.

Dunque, secondo le stime di Confesercenti-Swg, i consumi di dicembre dovrebbero aggirarsi intorno ai 36,8 miliardi di euro contro i 38 miliardi di un anno fa. Le tredicesime ammonteranno a 41,5 miliardi di euro anche se sono sempre di meno le famiglie in cui almeno un lavoratore percepisce la tredicesima (dal 77% del 2011 al 72 di quest’anno). Ecco, quindi, che una parte consistente delle tredicesime (all’incirca 11 miliardi e 739 milioni di euro) andrà a rimpinguare i risparmi erosi dalla difficile congiuntura economica, 13 miliardi serviranno per far fronte alle necessità domestiche e familiari, mentre altri 12 miliardi verranno utilizzati per coprire mutui e debiti. Per queste ultime finalità si spenderanno circa 641 milioni di euro in più rispetto al 2011 e visto che la spesa in regali dovrebbe essere di 700 milioni più bassa rispetto a un anno fa ecco che, di fatto, una voce di uscita sostituirà l’altra.

Sempre secondo l’indagine condotta da Confesercenti, il 68% degli intervistati spenderà meno dello scorso anno, il 2% più del 2011 e il 30% quanto l’ultimo Natale. La spesa media per i regali diminuirà del 14%: il 17% proverà a risparmiare nei doni riservati a parenti e amici, l’8% taglierà il budget per il partner, il 15% limiterà le spese per se stesso, mentre soltanto il 5% abbasserà la quota di spesa riservata ai regali per i bambini.

Questo Natale di austerity cambierà anche le abitudini dei consumatori con un aumento dei regali effettuati online dall’11% del 2011 al 17% di questo dicembre. Prodotti alimentari, dolci, vini e spumanti verranno regalati dall’82% degli intervistati, mentre i libri – vero classico delle festività natalizie – saranno il dono del 55% degli italiani, con una crescita di quattro punti percentuali rispetto a un anno fa. E naturalmente non mancheranno i regali Hi-Tech: più di un italiano su quattro (27%) preparerà un pacchetto con una sorpresa tecnologica.