Trenord: rimborsi fino a 3.650 euro per passeggero. Ma quanto è faticoso essere pendolare in Italia?

Il Codacons depositerà oggi, giovedì 20 dicembre, una class action contro Trenord per i grandi disagi causati ai passeggeri tra il 10 e il 14 dicembre scorsi, a causa dell'introduzione del nuovo sistema informatico per la gestione dei turni da parte della società. Il risarcimento richiesto sarà di almeno 3.650 euro per ogni passeggero, più la restituzione del biglietto o dell'abbonamento.
La cifra totale del rimborso è stata così calcolata dal Codacons: 2.000 euro per "i danni non patrimoniali (biologici e/o morali e/o esistenziali) subiti dagli attori", 500 euro "per ciascun attore per le violazioni delle Condizioni generali di trasporto, della normativa nazionale e comunitaria", altri 500 euro "per ogni treno soppresso ovvero per ogni ritardo superiore ai 90 minuti", ancora 500 euro "per le condizioni di viaggio, di attesa, di mancanza di assistenza e di mancanza di informazione subite dai medesimi dal giorno 9 dicembre 2012 e per tutta la settimana sino al 14.12.12", infine 150 euro "per ogni ora di lavoro perduta a causa dei fatti descritti in narrativa".

Per partecipare alla class action e sperare di essere rimborsati per le incredibili condizioni di viaggio (o non viaggio) a cui sono stati sottoposti nella settimana di totale caos che ha travolto la rete di trasporto locale della Lombardia, i consumatori possono mettersi in contatto con la sede di Milano del Codacons telefonando al numero 892 007 oppure scrivendo un'email a: codacons.milano@libero.it.
Secondo il recente rapporto "Pendolaria 2012" di Legambiente, sono quasi tre milioni i pendolari italiani (2 milioni 903 mila, per l'esattezza, con un incremento del 20% dal 2007 a oggi), cioè quei cittadini che si servono della rete ferroviaria di trasporto pubblico per recarsi a lavoro o a studiare. Eppure gli investimenti latitano e si posizionano agli ultimi posti in Europa (a fronte di un aumento del prezzo dei biglietti sostanzialmente generalizzato), i treni vengono continuamente soppressi (in Piemonte sono state soppresse addirittura 12 intere linee) o accumulano ritardi e le condizioni di viaggio sono spesso molto critiche.
Il rapporto mette a confronto per esempio gli investimenti effettuati per le reti ferroviarie e metropolitane (rispettivamente del 15% e del 14%) contro quelli per le autostrade (che arrivano al 71%), per via della Legge Obiettivo 2002-2012. Un altro confronto importante che viene fatto è quello con i treni ad alta velocità, le cui corse sono aumentate del 395% negli ultimi cinque anni a fronte di una riduzione quasi generalizzata, su tutto il territorio nazionale, delle corse per i pendolari (per fare un esempio, i treni che attraversano Genova da Voltri a Nervi, nello stesso periodo, sono scesi da 51 a 35, nonostante la linea sia utilizzata da 25mila pendolari).

Tutte queste problematiche hanno portato i volontari di Legambiente a protestare insieme ai cittadini in occasione proprio della presentazione del rapporto Pendolaria 2012, nelle stazioni di 14 città italiane, chiedendo a gran voce di far uscire il trasporto pendolare dalla preistoria.