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Tria: "governo sia prudente su dossier Aspi, rischi economici e reputazionali"

webinfo@adnkronos.com
·2 minuti per la lettura

La richiesta di Atlantia di vendere Aspi secondo regole di mercato è di per sé "legittima", anche se c’era un accordo forse in senso contrario. Il governo tuttavia sia "prudente" perché c'è un rischio "economico" in caso di revoca ed un rischio "reputazionale" con una vendita non a condizioni di mercato. Così all'Adnkronos l'ex ministro dell'Economia Giovanni Tria sulle fibrillazioni tra il governo Conte e Atlantia per la cessione di Aspi.

"Ho delle perplessità sul modo in cui questa operazione viene portata avanti: Atlantia ha da parte sua forme di ragione: da quel che si capisce loro vogliono agire secondo regole di mercato e cioè vendere a chiunque voglia comprare, compresa Cdp". Per Tria in caso di revoca lo Stato andrebbe incontro a pesanti rischi. "La revoca, d’altra parte, anche se avrebbe una sua linearità deve avere basi giuridiche che saranno determinate dalle autorità giudiziarie", spiega osservando che "finora nessuno si è pronunciato ufficialmente sulle responsabilità della società". Quindi una revoca provocherebbe oltre che una crisi della società, con conseguenze economiche negative, ma anche un rischio per lo Stato di dover pagare un maxi-risarcimento se la società dovesse trovare ragione, anche a Bruxelles. Quindi è bene non arrivare a questo punto".

Ma sul tavolo c'è anche "un altro elemento da considerare che è la reputazione dello Stato italiano nei confronti degli investitori internazionali, perché quando non si tiene conto delle logiche di mercato entra in ballo una questione reputazionale per lo Stato che non giova all’Italia". Quindi per il governo andare allo scontro con la soluzione estrema di una revoca presenta più rischi che benefici: "il rischio di perdere la causa, con relativo impatto economico, e in ogni caso implicazioni reputazionali negative", afferma. Quindi, conclude Tria, "è necessario che il governo continui ad essere prudente".