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Tria: lasciato in eredità conti in ordine, con Salvini ho vinto sempre io

Titta Ferraro

L'ex ministro dell'Economia Giovanni Tria fa un bilancio dei suoi 15 mesi in via XX Settembre mettendo in primo piano il fatto di aver consegnato al nuovo esecutivo un’Italia che ha evitato il commissariamento e ha migliorato i conti pubblici facilitando così la manovra 2020.

Tria, intervistato dal quotidiano Repubblica, rimarca come la tanto sbandierata flat tax, fatta in deficit, non era all'ordine del giorno per la manovra 2020. " Le dichiarazioni sulla riforma fiscale da fare in deficit, senza coperture, erano fatte solo a fini politici, ma io nella mia bozza di manovra, concordata con i viceministri Garavaglia e Castelli, avevo scritto ben altro". "La mia idea era quella di rimodulare l’Iva, aumentando alcune aliquote agevolate, senza creare danni ai consumi: si sarebbero potuti liberare altri 8 miliardi per abbassare l’Irpef. Poi se la vogliamo chiamare Flat tax o taglio del cuneo fiscale, non vedo una grande differenza", dice l'ex ministro.

Sui continui attacchi da parte di Salvini, l'economista spiega che le sue idee "sono state quasi sempre accettate. Come quando nel dicembre scorso abbiamo evitato la procedura di infrazione europea. O quando ho liquidato l’idea dei mini-Bot".