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Tridico: da riforma enti sportivi +103,7 mln entrate nel 2021

Red
·3 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Roma, 12 gen. (askanews) - Lo schema di decreto legislativo n. 230, relativo alla nuova disciplina sugli enti sportivi professionistici e dilettantistici nonché di lavoro sportivo, porterà a un avanzo per la finanza pubblica di 103,7 milioni di euro nel 2021 come risultato di maggiori entrate contributive complessive, al netto degli effetti fiscali, per 147,1 mln e di oneri complessivi, al lordo degli effetti fiscali, di 43,4 mln. Lo ha riferito il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, nel corso di un'audizione al Senato.

L'avanzo si ridurrà a 21,6 mln nel 2022, risalirà a 36,5 mln nel 2023 per poi tornare a scendere stabilmente sotto i 30 mln negli anni successivi e, infine, attestarsi a 28,2 mln nel 2030. Gli oneri complessivi andranno ad aumentare per attestarsi a 106,5 mln nel 2030 perché, ha spiegato Tridico, "a fronte della stessa contribuzione le prestazioni aumenteranno".

I punti di forza della nuova disciplina, ha detto il presidente dell'Inps, sono "razionalizzazione e ampliamento delle tutele degli operatori del settore dello sport professionistico". In particolare, lo schema di decreto legisaltivo n. 230 individua un'unica gestione previdenziale di riferimento per i rapporti di lavoro subordinato per gli sportivi dilettanti e professionisti (fondo pensioni sportivi) e l'ampliamento delle tutele. Nel professionismo: estensione delle tutele minori per i lavoratori subordinati, introduzione della parità di genere. Nei settori non professionistici (autonomi e collaborazioni): gestione separata, quale gestione di riferimento, intervento sul Tuir, in relazione alla disciplina dei redditi diversi (soglia dei 10mila euro anche ai fini contributivi); in caso di compensi e premi non connessi a competizioni sportive, gli stessi sono interamente imponibili ai fini previdenziali (senza il limite dei 10mila euro).

Le platee di lavoratori interessati sono individuati in tre gruppi di assicurati. Il primo: lavoratori sportivi attualmente già iscritti al fondo pensione sportivi professionisti che dal 2021 verseranno i contributi per l'assicurazione economica di malattia e di maternità, per l'assegno al nucleo familiare e per l'assicurazione sociale per l'impiego (Naspi). Sono 8mila iscritti con una retribuzione media imponibile prevista di 39.300 euro nel 2021.

Il secondo: lavoratori sportivi, subordinati e autonomi, che dal 2021 verranno iscritti al fondo pensione dei lavoratori sportivi e che verseranno i contributi Ivs, i contributi per l'assicurazione economica di malattia e di maternità, i contributi per l'assegno al nucleo familiare e per l'assicurazione sociale per l'impiego (Naspi). Sono 18mila iscritti con una retribuzione annua pari a 18.300 euro nel 2021.

Il terzo: lavoratori sportivi dei settori dilettantistici titolari di contratti di collaborazione coordinata e continuativa o che svolgono prestazioni autonome o prestazioni autonome occasionali, non assicurati presso altre forme obbligatorie, che si iscriveranno alla gestione separata dal 2021, versando i contributi Ivs, i contributi per l'assicurazione economica di malattia e di maternità, i contributi per l'assegno al nucleo familiare e per l'indennità di disoccupazione (Dis-Coll). Si tratta di 5mila iscritti con una retribuzione annua di 18mila euro nel 2021. (Vincenzo Sannino)