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Trump contesta il voto, Borse nervose

Fabrizio Arnhold
·2 minuto per la lettura
Trump contesta il voto, Borse nervose
Trump contesta il voto, Borse nervose

Avvio incerto sui listini del Vecchio Continente, in attesa del nome del nuovo presidente Usa. Biden ad un passo dalla Casa Bianca, ma Trump annuncia ricorsi legali. Prezzo del petrolio in calo

Le Borse europee aprono all’insegna della cautela, mentre non è ancora ufficiale il nome del prossimo presidente degli StatiUniti. Non è ancora concluso, infatti, il conteggio dei voti negli Stati considerati decisivi per raggiungere la quota dei 270 grandi elettori, quella necessaria per la vittoria. Milano apre sotto la parità per poi recuperare a +0,30%, Francoforte segna -0,06%, Parigi +0,23%, Madrid +0,07% e Londra +0,29%. La Borsa di Tokyo chiude in rialzo, con l’indice Nikkei a +0,91%, sui massimi dal novembre 1991.

BIDEN SEMPRE PIÙ VICINO ALLA VITTORIA

Nei cinque Stati decisivi: Arizona, Nevada, Georgia, Pennsylvania e North Carolina continua lo spoglio dei voti. Secondo la Nbc, Joe Biden avrebbe 253 voti, ad un soffio dai 270 necessari per garantirsi la vittoria nella corsa alla Casa Bianca. Il presidente uscente Trump, intanto, minaccia ricorsi legali e torna a chiedere con un tweet di fermare lo spoglio, scrivendo che “qualsiasi voto arrivato dopo l’election day non sarà contato”.

WALL STREET IN RIALZO

Ai mercati piace la combinazione Casa Bianca democratica e Senato repubblicano perché sarebbe un risultato che impedirebbe un aumento delle tasse e un eccessivo innalzamento della spesa pubblica, oltre che misure di regolamentazione severe contro le big tech. Ieri Wall Street ha chiuso in positivo, con il Nasdaq a +2,59%, il Dow Jones a +1,75% e lo S&P 500 a +2,06%.

STASERA IL GIUDIZIO DI MOODY’S

A mercati chiusi oggi è atteso il giudizio di Moody’s sul rating sovrano dell’Italia, ora a Baa3/stabile. Sempre in serata Fitch aggiorna il rating sulla Germania. Sul fronte cambi, l’euro si rafforza sopra la soglia di 1,18 dollari e si attesta a 1,1833. Non si arresta il calo del petrolio, con il Wti scadenza dicembre scambiato a 38,1 dollari al barile (-1,78%), mentre il Brent cede l1,69%, a 40,24 dollari al barile. Lo spread apre a 126 punti base, stabile rispetto al closing precedente.