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Trump contro Biden, chi guardare in Borsa?

Morningstar
·4 minuto per la lettura

Le grandi banche d’affari hanno investito ingenti somme nei sondaggi elettorali per capire in anticipo come posizionare al meglio i propri investimenti sui listini americani prima del risultato delle elezioni presidenziali Usa.

Sotto un'amministrazione Trump, gli analisti di Morningstar si aspettano che la spesa maggiore si concentri su progetti infrastrutturali come autostrade, ponti e trasporti di massa. Per questo motivo le aziende che forniscono materie prime, materiale edile e servizi di ingegneria sarebbero quelle che trarrebbero maggior vantaggio dalla vittoria dei repubblicani. All’interno di questo gruppo i titoli da tenere sotto osservazione sono Vulcan Materials, Summit Materials e Martin Marietta, anche se al momento i loro attuali prezzi di mercato sono in linea con le valutazioni degli analisti. L’unica occasione di investimento è rappresentata da KBR, scambiata a un tasso di sconto di circa il 30% rispetto al fair value di 31 dollari (report aggiornato al 29 ottobre 2020).

Nel caso di vittoria di Biden gli analisti si aspettano maggiori investimenti in progetti di efficienza energetica ed energia pulita. Tra i titoli meglio posizionati per cavalcare questa transizione verde ci sono Johnson Controls, Trane Technologies e Carrier, ma anche in questo caso le valutazioni di mercato sono poco vantaggiose.

Idee nel settore della cannabis

La vittoria di Biden dovrebbe giocare a favore del settore della Cannabis. Tra le società coperte dall’analisi Morningstar Curaleaf (CURLF) e Green Thumb (GTBIF) sono scambiate al momento a un tasso di sconto rispettivamente del 28% e del 17%. CURLF offre agli investitori piena esposizione al mercato statunitense per effetto della sua presenza in 15 Stati del paese. L’azienda si è concentrata principalmente sul mercato della cannabis per uso medico, ma grazie a una nuova acquisizione nel 2019 ha allargato la sua esposizione anche a quello ricreativo. Inoltre, grazie a 12 siti di coltivazione, 19 punti di lavorazione e 44 punti vendita è una delle aziende meglio integrate verticalmente del settor (report aggiornato al 19 ottobre 2020).

Grenn Thumb è presente in 12 stati attraverso 13 siti produttivi, 48 punti vendita, 96 licenze di vendita al dettaglio e sei marchi. La strategia di crescita dell’azienda è quella di concentrarsi sugli Stati come Illinois, Massachusetts, New York, Florida e Ohio che sono fra i più popolosi, con un numero limitato di licenze e con un robusto mercato della cannabis per uso terapeutico e in procinto di legalizzarla anche per uso ricreativo (report aggiornato al 13 agosto 2020).

Occasioni tra i produttori di litio

Con i democratici alla Casa Bianca, dicono gli analisti di Morningstar, potremmo assistere ad un aumento oltre le attese della domanda di auto elettriche e di conseguenza delle richieste di litio. Tra le aziende produttrici della materia prima, Sociedad Química y Minera (SQM) e Albemarle (ALB) sono quelle scambiate ai tassi di sconto più elevati.

La cilena SQM ha dalla sua un vantaggio logistico. I suoi depositi si trovano nel deserto di Atacama, dove è presenta la più alta concentrazione di litio a livello globale, e questo le permette di produrre la materia prima a basso costo e di ricavare mark-up più elevati. L’azienda, inoltre, prevede di aumentare i volumi di produzione da 70.000 a 200.000 e sta investendo anche in Australia attraverso una joint venture con Wesfarmers. Da inizio anno il titolo ha guadagnato il 36% (in euro al 30 ottobre 2020) ma continua a essere scontato del 35% rispetto al fair value di 57 dollari (report aggiornato al 20 ottobre 2020).

Albemarle è il più grande produttore di litio al mondo. L’azienda controlla circa un terzo del mercato del carbonato di litio attraverso i suoi asset in Cile e una partecipazione del 49% in una joint venture in Australia e sta inoltre pianificando di espandere ulteriormente la sua capacità produttiva dalle attuali 85mila tonnellate a 155mila tonnellate entro il 2021 attraverso nuove acquisizioni e partnership. Gli analisti prevedono per l’azienda una crescita media del fatturato del 6% nei prossimi cinque anni e stimano un fair value pari a 125 dollari che vale al titolo un rating di 4 stelle (report aggiornato all’8 ottobre 2020).

Di Francesco Lavecchia

Autore: Morningstar Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online