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Trump, il covid e la vista lunga dei mercati

Stefano Caratelli
·4 minuti per la lettura
Trump, il covid e la vista lunga dei mercati
Trump, il covid e la vista lunga dei mercati

L’America politica ha reagito con compostezza, forse lo stimolo fiscale si sblocca e la campagna si svelenisce. I mercati hanno la vista lunga, e intanto Trump lascia l'ospedale

Ottobre non è neanche quasi cominciato ed è già arrivata la classica ‘sorpresa’ che spesso ha preceduto di pochi giorni il voto presidenziale americano. In passato sono state sorprese a orologeria, come l’annuncio della fine della guerra in Vietnam da parte di Nixon nel 1972 a 12 giorni dal confronto elettorale con McGovern, ma possono essere anche sorprese negative che affossano il possibile vincitore, come successo a Carter contro Reagan con la mancata liberazione degli ostaggi in Iran saltata a qualche giorno dal voto nel 1980. Altri esempi sono il caso Iran-Contras e la ‘rivelazione’ che Bush junior da ragazzo era stato arrestato per guida in stato di ebrezza, sempre subito prima delle elezioni. Questa volta però è davvero difficile immaginare che Trump trovato con la First Lady positivo al Covid a 4 settimane dalle elezioni sia una sorpresa a orologeria, a meno che non ci sia la mano invisibile di quello che il grande filosofo tedesco Hegel chiamava ‘Weltgeist’, lo spirito del mondo che maneggia le debolezze umane per realizzare i suoi disegni.

NERVOSISMO LIMITATO A WALL STREET

Se fosse questo il caso, il disegno che sembra avere in mente l’hegeliano Weltgeist non dovrebbe dispiacere affatto a mercati e investitori. La notizia, a parte qualche molto contenuto nervosismo a Wall Street, ha avuto infatti due effetti immediati, entrambi positivi. Il primo e più tangibile per l’economia è stato quello di ammorbidire la leader democratica della Camera Nancy Pelosi sul nuovo pacchetto di stimoli fiscali, che a questo punto sembra aver superato lo stallo al Congresso e potrebbe arrivare prima delle elezioni. Sicuramente una buona notizia per l’economia e di riflesso anche per Wall Street.

SVELENIMENTO DELLA CAMPAGNA ELETTORALE

Il secondo effetto sembra ancora più importante, e consiste nello svelenimento di una campagna elettorale che aveva toccato livelli da rissa verbale da bar sport con il primo faccia a faccia in tv tra Trump e Biden. Intanto Trump esce dall’ospedale, ma nel frattempo i Dem hanno accuratamente evitato di maramaldeggiare sulla coppia presidenziale positiva al covid, per non fare la parte degli avvoltoi. Appena uscita la notizia di Trump positivo, Biden è andato in tv a dire che insieme alla moglie Jill pregherà per la coppia presidenziale a cui fa tutti gli auguri di pronta guarigione, sottolineando che non è il momento di essere di partito, ma di essere americani. Una campagna svelenita allontana lo spettro di un risultato elettorale contestato, che da inizio settembre provoca qualche nervosismo a investitori e mercati.

AGLI AMERICANI PIACE SPENDERE

Sullo sfondo un’economia americana decisamente in risalita, soprattutto grazie al risveglio dei consumi. A differenza dei frugali abitanti di qualche paese del Nord Europa, agli americani piace spendere. Ed hanno cominciato, in attesa di tornare pienamente al lavoro e al salario, attingendo a quello che avevano messo sotto il materasso nel momento più buio della crisi da covid. Il grafico qui sotto mostra che il tasso di risparmio delle famiglie USA, dopo essere balzato a un incredibile picco di quasi il 35% la scorsa primavera, si è più che dimezzato intorno al 15%.

IL RISPARMIO DEGLI AMERICANI: ANDATA E RITORNO

Il timore è che senza nuovi stimoli nei prossimi mesi, con lo shopping natalizio, diano fondo alle riserve, rendendo più problematica la ripresa nel 2021. Ma se lo stimolo arriva sotto forma di un paio di migliaia di miliardi di dollari le spese diventano più che sostenibili.

LA NETTA V DISEGNATA DA MERCATI E ECONOMIA

A parte i dati che escono praticamente ogni giorno, lo stato di salute dell’economia americana sarà cifrato nel PIL del terzo trimestre, che guarda caso esce pochissimi giorni prima del voto presidenziale. Il secondo si era chiuso con uno spaventoso -32,9% annualizzato, poi ridimensionato in terza lettura a -31,4%. Le stime degli analisti puntano a +32,5% sempre annualizzato nel trimestre appena chiuso, cui dovrebbe seguire un +6% nel quarto. Una V più netta non si potrebbe immaginare. I mercati l’avevano già avvistata ad aprile, quando è partito il rally, e non l’hanno persa di vista in un settembre un po’ mosso, ma che alla fine si è chiuso con danni limitati a una perdita inferiore al 4% per l’S&P 500, che ha comunque mantenuto a fine trimestre un guadagno dell’8,4%.

BOTTOM LINE

Wall Street continua a confermare di avere la vista ben più lunga di molti guru professionisti, e di fronte alla positività da covid della coppia presidenziale anche l’America politica sta mostrando, salvo smentite sempre possibili, una compostezza istituzionale invidiabile da queste parti. L’Europa, nonostante gli sforzi francesi e i ravvedimenti della Germania a trazione Merkel, continua a pagare il fatto di somigliare ancora troppo a uno spezzatino e troppo poco all’Unione di cui porta il nome.