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Trump infiamma il petrolio e i mercati

Emanuele Rigo
 

Oltre un milione di casi in tutto il mondo e 53 mila decessi in tutto il mondo: questi i numeri dell’emergenza coronavirus globale. L’epicentro della pandemia dall’Europa si sta spostando rapidamente negli Stati Uniti dove i casi stanno aumentando in modo rapidissimo.

Sempre negli Stati Uniti le notizie che arrivano dal fronte occupazione delineano un quadro a tinte scurissime. Oltre 6.5 milioni di nuove richieste di sussidi in uno dei peggiori aumenti della storia.

Atteso per oggi il dato sui nonfarm payroll, i nuovi occupati del settore non agricolo che dovrebbero far registrare un calo molto significativo. Il Congressional Budget Office ha sottolineato, in linea con i dati disponibili, che prevede un aumento della disoccupazione al 10%.

In Europa, il ministro delle finanze tedesco su pressione dei partner europei avrebbe aperto all’utilizzo del MES con condizioni “light” da negoziare con i paesi. Sempre Scholz aggiunge che per far fronte alla crisi serviranno almeno 200 miliardi di euro.

Mercati

La sessione americana ha visto nuovi recuperi ieri in scia con il rimbalzo del petrolio dopo le parole del presidente Trump. Tuttavia l’andamento positivo si è interrotto in Asia dove i listini tornano contrastati. L’indice Nikkei della borsa di Tokyo ha infatti chiuso a -1.37%. Rimangono tuttavia positive le borse cinesi con Shanghai che chiude a +1.67%, mentre Hong Kong in negativo a -0.32%. L’avvio di contrattazioni in Europa offre nuovamente il fianco alle vendite.

Il DAX di Francoforte apre sotto la parità e scambia a -0.09%. Il CAC40 di Parigi a -0.44%, il FTSE100 di Londra a -0.91%. Più pesante nonostante il divieto di vendite allo scoperto Milano con il FTSE MIB in rosso del 1.76%.

Petrolio

Ieri il presidente americano Donald Trump in una delle sue uscite sulla piattaforma twitter ha scosso il mercato. Trump ha comunicato di aver parlato con MBS (Mohammed Bin Salman, principe ereditario saudita ndr) e con il presidente russo Putin i quali gli avrebbe confermato un taglio di 10 milioni di barili al giorno.

Un annuncio piuttosto azzardato che ha fatto alzare più di un sopracciglio tra gli operatori in quanto 10 milioni di barili equivarrebbe al 45% della produzione globale dei due paesi. Inoltre non sono arrivate conferme dai due paesi menzionati. Tuttavia una notizia circolata successivamente parlerebbe di un ritorno al tavolo negoziale dell’OPEC+.Le quotazioni petrolifere ieri hanno visto un fortissimo rimbalzo. Il WTI è passato in pochi minuti da 24.00 $/barile fino a quota 28.80 $/barile e scambia in avvio di sessione europea in area 27.20 $/barile.

Forex

Ritorna globalmente una certa forza del biglietto verde che sta interessando tutte le principali valute.

EURUSD

Il cambio principale torna ad affrontare una fase di debolezza relativa arrivando a toccare quota 1.08 in avvio di sessione europea. Pesano sul rapporto tra moneta unica e biglietto verde sia la difficoltà tutta europea di trovare un accordo definito sul tema coronavirus e supporto all’economia, sia la ritrovata forza relativa del biglietto verde.

USDJPY

Con le borse in parziale stabilizzazione e il biglietto verde in gran spolvero, il rapporto USDJPY torna a scambiare questa mattina sopra quota 108.00 attestandosi in avvio delle contrattazioni in Europa in area 108.20. Nonostante i dati sul mercato del lavoro USA usciti ieri e le prospettive severe di una diminuzione degli occupati da rilevare oggi con i nonfarm payroll USA.

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