Trump a rischio ricatto da Mosca. Cosa c'è di vero?

L'elezione di Donald Trump continua a destare più di una perplessità non solo per i motivi che l'hanno permessa, ma anche e soprattutto per le nomine che ne stanno derivando, ultima delle quali, in ordine di tempo, quella del genero, Jared Kushner, marito di Ivanka, come consigliere senior per gli accordi commerciali e il Medio Oriente, sfidando non solo le regole della meritocrazia ma anche quelle, ben più ufficiali, contro il nepotismo.

La Russia in prima fila

Ma come era facilmente prevedibile, visto il personaggio, i suoi trascorsi e soprattutto le sue dichiarazioni spesso imbarazzanti, adesso è arrivato anche lo scandalo a sfondo sessuale. In realtà si tratta di una problema molto più ampio. Da tempo Donald Trump è accusato sia dal presidente uscente Barack Obama che dai vertici dei servizi segreti, di essere particolarmente amico di Vladimir Putin a causa di vari accordi commerciali stretti in passato; in nome di questa amicizia, secondo le accuse, Putin e l'intelligence russa avrebbero violato i sistemi informatici del partito democratico per raccogliere il materiale compromettente che poi è stato alla base delle contestazioni ad Hillary Clinton, avversaria diretta di Trump. Durante queste “incursioni” la cui esistenza è stata effettivamente provata e che ha scatenato le ire (inutili vista la scadenza prossima del mandato) dell'uscente presidente Obama, gli hacker (russi o meno che siano) hanno pensato bene di raccogliere materiale compromettente anche sul loro “assistito” cioè Donald Trump, prevedendo che, in caso di sua elezione, avrebbe potuto tornare utile per eventuali richieste non ortodosse. E a quanto pare sono stati lungimiranti, sebbene il personaggio facesse sospettare di avere ben più di uno scheletro nell'armadio. In questo caso, però, lo scheletro si è trovato nel letto. Infatti, tra le varie prove di ripetute scorrettezze fatte dal presidente eletto sul fronte del Fisco, sono spuntati video hard girati proprio in Russia che ritraggono il tycoon in compagnia di diverse prostitute.

Il report c'è... ma non si può vedere

A confermare l'esistenza di questo materiale definito “esplosivo” sarebbero più fonti, prima tra tutte l'emittente CNN che avrebbe riferito quanto detto da un ex agente britannico. A ruota sono arrivati anche il New York Times e altri media i quali, però, non sono riusciti ad avere la possibilità di verificare la fonte primaria. Un particolare di notevole importanza visto che tra i documenti si parlerebbe di qualcosa di estremamente compromettente per Trump ma il fatto che non se ne possa provare l'autenticità spiegherebbe come mai la candidata democratica, uscita sconfitta dalle recenti elezioni, pur essendo a conoscenza del dossier, così come lo era lo stesso Obama, abbia preferito non avvalersene. 

Un'amicizia potenzialmente scomoda quella russa visto che in molti temono a questo punto il ricatto da parte di Mosca la quale, ovviamente, non ha perso tempo a smentire parlando di una macchinazione creata appositamente per distruggere i buoni rapporti che intercorrono fra il Cremlino e quella che sarà la futura amministrazione della Casa Bianca.

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