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Tutte le implicazioni di un dollaro debole

Leo Campagna
·6 minuto per la lettura
Tutte le implicazioni di un dollaro debole
Tutte le implicazioni di un dollaro debole

Mentre la sterlina paga il dato peggiore del PIL britannico degli ultimi tre secoli e il Tesoro USA accusa la Svizzera di manipolare la propria valuta, il dollaro è ancora visto in fase calante

VERSO UNA ROTAZIONE DI MERCATO

Secondo David Riley, Chief Investment Strategist di BlueBay Asset Management, per sfruttare le opportunità di generare valore, sarà necessaria un’allocazione attenta e tempestiva, guidata da una selezione basata sui fondamentali e da una gestione attiva dei rischi. Per l’esperto, gli investitori dovrebbero prepararsi a una ripresa e a una rotazione, ma non a scontare i rischi di downside, dato che l’autocompiacimento viene sempre punito. In ogni caso, un vaccino efficace rende il ritorno alla “normalità” e alla piena ripresa raggiungibile in tempi molto più rapidi, il che combacerà con una rotazione nella leadership di mercato. Riley avverte, nell’articolo BlueBay: verso un 2021 positivo con ostacoli lungo la strada,che, seppur improbabile, il rischio di errori nelle politiche non può essere totalmente escluso, soprattutto un ritiro prematuro del supporto fiscale. In tutto il mondo c’è preoccupazione per i livelli record del debito pubblico, mentre la volontà politica di mantenere invariato il supporto fiscale potrebbe essere erosa dalle prospettive dei vaccini. Ma le banche centrali dovrebbero assorbire tutte le emissioni di debito pubblico del 2021, mentre il rischio che il supporto monetario venga ritirato è ancora meno probabile.

STERLINA SOTTO PRESSIONE

Intanto, come sottolinea nell’articolo Sterlina sempre più sotto pressione a causa della Brexit Volker Schmidt, Senior Portfolio Manager di Ethenea, c’è stato il peggior crollo del Pil britannico degli ultimi tre secoli con un nuovo slittamento della data del 31 dicembre per la fine dei negoziati di Brexit con la UE, il ‘peggior scenario possibile’. Elementi che lasciano presagire all’esperto un ulteriore deprezzamento della sterlina britannica rispetto all’euro. Sebbene Bank of England abbia finora respinto l’idea di introdurre tassi negativi, l’esperto di Ethenea ritiene inoltre che finirà per infrangere questo tabù e seguire le orme della Bce, il che metterebbe ancora più pressione sulla valuta britannica, causandone l’ulteriore deprezzamento. Inoltre, il Regno Unito dipende dalle relazioni commerciali con l’UE molto più di quanto l’UE non dipenda dal Regno Unito, e anche l’accordo più favorevole possibile sulla Brexit imporrebbe a Londra investimenti significativi nella riconversione della produzione e della catena di approvvigionamento, l’adeguamento ai nuovi controlli alle frontiere e ai nuovi requisiti in materia di documentazione.

PER GLI USA LA SVIZZERA MANIPOLA IL FRANCO

Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha accusato la Svizzera di ‘manipolare la valuta’. Tre i criteri per stabilire se uno Stato manipola il proprio tasso di cambio: l’entità dell’intervento sui mercati valutari, quella dei surplus commerciali con gli Stati Uniti e l’avanzo di partite correnti del Paese. Quest’ultima è un’ampia misura del commercio che include i redditi da investimenti e altri flussi finanziari. Steven Mnuchin, segretario del dicastero americano, come si legge nell’articolo Gli Stati Uniti accusano la Svizzera di manipolare la propria valuta, ritiene che la Svizzera non abbia rispettato tutti e tre i criteri e ha rivolto la stessa accusa anche al Vietnam. L’intervento del Tesoro è perlopiù simbolico e prevede una successiva consultazione col Fondo monetario internazionale per cercare di eliminare il vantaggio sleale di ciascun Paese.

ULTERIORE INDEBOLIMENTO DEL DOLLARO USA

La sensazione è che anche nel 2021 possa proseguire il trend di indebolimento del dollaro USA. La composizione definitiva del Congresso Usa sarà fornita dall’esito dei ballottaggi in Georgia. Irene Goh, Head of Multi-Asset Solutions, Asia Pacific, Aberdeen Standard Investments, si aspetta “il 70% di probabilità che i Repubblicani ottengano la maggioranza al Senato, il che rallenterebbe l’approvazione di opportune misure di politica fiscale”, ma non solo, renderebbe più difficile l’attuazione dei sostanziali programmi di spesa e legislativi proposti da Biden. “Uno stimolo di soli 1.000 miliardi di dollari o meno, potrebbe non essere sufficiente a sostenere la crescita degli Stati Uniti”, spiega nell’articolo Con la vaccinazione di massa sarà rimbalzo sui mercati l’esperta di Aberdeen Standard Investments. Anche per questo la politica monetaria dovrà rimanere estremamente accomodante, ma la debolezza del dollaro finirà per favorire le valute asiatiche dei mercati emergenti.

LA SUPREMAZIA DELL YUAN CINESE SEMBRA PERÒ RIMANDATA

Con il biglietto verde in ulteriore contrazione ci si chiede se lo yuan cinese possa spodestarlo sul trono delle valute internazionali. La Cina aspira a infatti ad essere potenza globale, ma secondo Julien Fabre, Fixed Income Fund Manager di Candriam, senza dubbio è ancora lontana dall’esserlo. Eppure, di fronte alla peggior pandemia globale dai tempi dell’influenza spagnola, ha saputo resistere ed è stata la prima a gestire un ritorno alla normalità. Venticinque anni fa la Cina ha intrapreso un viaggio per aprire un’economia quasi autosufficiente al capitalismo e negli ultimi due anni ha sorpreso il mondo, contraddicendo l’idea che il suo modello di crescita si basasse su una produzione ad alte emissioni, manodopera a basso costo e prodotti standardizzati. Ma, conclude l’esperto di Candriam nell’articolo Candriam: ecco perché il dollaro manterrà la supremazia sulla valuta cinese, il fatto che una valuta possa diventare moneta di riferimento dipende dall’affermarsi del Paese che la stampa come destinazione e origine di un considerevole ammontare di investimenti. Una valuta di riferimento richiede inoltre che una nazione sia una potenza globale, per giustificare la “piena fiducia e il credito” del governo. Inoltre, essere valuta di riferimento significa che il resto del mondo non ne ha mai abbastanza, per cui la superpotenza che la emette diventerà strutturalmente il debitore del mondo, per soddisfare la domanda di moneta.

SOVRAPPESO PER I GOVERNATIVI LEGATI ALL’INFLAZIONE

Se il mercato delle valute sarà l’osservato speciale per i prossimi 12 mesi, dove trovare valore nel reddito fisso? In termini di posizionamento strategico di portafoglio, il BlackRock Investment Institute è a favore di un sovrappeso dei bond governativi e in particolare di quelli legati all’inflazione, in un contesto che vedrà comunque l’azionario supportato da tassi reali in caduta. Sempre in un’ottica strategica, come illustrato nell’articolo BlackRock: posizionarsi su obbligazioni governative e azionario Usa la casa d’investimento americana preferisce asset sostenibili anche in considerazione della generale propensione a questo tipo di investimento. In un’ottica tattica, resta un atteggiamento pro-rischio, con preferenza per l’azionario USA e per il credito High Yield credit, nell’ambito di un approccio ‘a bilanciere’, con esposizione sia alle azioni di qualità sia, selettivamente, a quelle più legate al ciclo economico.

PREFERENZA PER GLI HIGH YIELD

Se si osservano i tassi di insolvenza tuttora elevati e i livelli di indebitamento ai massimi degli ultimi anni i fondamentali societari non si possono considerare in una ‘comfort zone’. Una situazione che crea più di una preoccupazione agli investitori inclini al credito. Non è di quest’avviso il team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management. “Si stanno gettando le basi per una ripresa pluriennale capace di determinare un contesto favorevole all’alto rendimento. Certo il numero degli investitori posizionato su questo segmento è piuttosto elevato, tuttavia, alla luce di un contesto di politiche monetarie e fiscali favorevoli e della continua caccia al rendimento, è possibile che gli spread del mercato high yield possano continuare a contrarsi”. In tutti i casi, conclude nell’articolo JP Morgan vede ancora spazio per le obbligazioni high yield il team, le banche centrali dovrebbero proseguire nel loro supporto tecnico fondamentale e il debito a rendimento negativo continuare a crescere: un quadro nel complesso molto favorevole nel lungo termine agli spread del segmento high yield.