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Tutti contro il Bitcoin: “Non è una moneta”

Antonio Cardarelli
·2 minuto per la lettura
Tutti contro il Bitcoin: “Non è una moneta”
Tutti contro il Bitcoin: “Non è una moneta”

Da Christine Lagarde al Wall Street Journal, si accende il dibattito sull’utilizzo del Bitcoin come valuta digitale dopo l’apertura di Tesla ai pagamenti con la criptovaluta

“Il Bitcoin non è una valuta, perché non ha la stabilità che sarebbe richiesta per essere una moneta. Secondo la nostra analisi, è un cripto asset digitale e penso che in molti casi sia stato sfruttato in modi buffi". Intervistata dal settimanale The Economist, la presidente della Bce Christine Lagarde entra nuovamente a gamba tesa sul Bitcoin.

SOLO UN ASSET SPECULATIVO?

La criptovaluta, tuttavia, sembra non risentire delle critiche e, spinta da odierni guru della finanza come il fondatore di Tesla Elon Musk, viaggia ancora intorno ai 45mila dollari, seppur con gli alti e bassi repentini che da sempre ne caratterizzano l’andamento. Solo poche settimane fa la stessa Lagarde aveva bollato il Bitcoin come “un asset speculativo” e “spesso utilizzato per il riciclaggio di denaro”. Una posizione simile a quella di Janet Yellen, già presidente della Federal Reserve e ora a capo del Dipartimento del Tesoro Usa.

L’APERTURA DI TESLA

Lo scontro tra i critici e gli entusiasti si fa sempre più aspro quando si parla di Bitcoin. E anche l’autorevole Wall Street Journal, nei giorni scorsi, ha messo in fila le ragioni per le quali il Bitcoin difficilmente potrà diventare una moneta per i pagamenti delle spese quotidiane. La prima ragione è dovuta alla volatilità. La stessa Tesla, che ha annunciato di accettare pagamenti in Bitcoin, si è affidata a terzi per mitigare la volatilità che potrebbe cambiare il valore dal momento dell’acquisto alla consegna dell’auto.

COMMISSIONI E TASSE

L’altro elemento che per ora scoraggia l’utilizzo del Bitcoin nei pagamenti è quello delle commissioni. Secondo il sito BitInfoCharts, la commissione media per una transazione è di 5,4 dollari e può arrivare a 11 dollari a seconda del traffico in rete: una cifra trascurabile se si compra una Tesla da 50mila dollari, ma che certamente influisce sul pagamento di un pranzo al ristorante o peggio di un caffè. L’altro ostacolo citato dal WSJ per le transazioni in Bitcoin è rappresentato dalle tasse. Attualmente, negli Usa, i Bitcoin sono classificati come proprietà e quindi le plusvalenze in caso di transazioni sono soggette a imposte.

LA CHIUSURA DI LAGARDE

Queste le ragioni principali che portano gli scettici – tra cui Warren Buffett - a non considerare il Bitcoin una moneta. Il dibattito è aperto, ma per il momento da Francoforte non vogliono sentir parlare di questo tema: "Il Bitcoin non è una moneta, ed è fuori questione che in qualche modo diventi in futuro parte di uno sforzo per creare una valuta ufficiale digitale", ha sentenziato ieri Christine Lagarde.