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L'Italia va alle urne. Alle 19 affluenza poco oltre il 51%, in calo rispetto al 2018

AGI - Alle ore 19 è stata del 51% l'affluenza alle urne per le elezioni politiche (in Sicilia cittadini al seggio anche per le consultazioni regionali. I dati, resi noti sul sito del Viminale, sono relativi a 7.904 comuni su 7.904)

Nella precedente tornata elettorale, il 4 marzo 2018, sempre alle ore 19, aveva votato il 58,41%. Il dato di oggi, quindi, è in leggero calo con quello di oltre quattro anni fa.
Alle 19 è stata la regione Emilia Romagna quella in cui si è votato di più: il 59,63% (il 65,94% nel 2018) a seguire la Lombardia, con il 58,82% (62,78% nel 2018). La regione in cui si è votato di meno è la Calabria, con il 36,92% (49,66% nel 2018); a seguire la Campania, con il 38,73% (52,62% nel 2018).

Il dato parziale delle ore 12 dell'affluenza in Sicilia per le Regionali è del 12,54%. Le rilevazioni dai Comuni sono giunte in ritardo e quella complessiva è in costante aggiornamento. Cinque anni fa a mezzogiorno l'affluenza era stata dell'11,03%. A Palermo è del 14,91%, a Catania del 13,91%, a Messina del 18,49%. Per le Politiche, alle 12 l'affluenza si è attestata nell'Isola al 14,77% (era stata del 14,28% nelle precedenti nazionali).

Più di 50 milioni di italiani, di cui circa 5 milioni residenti all'estero, votano per rinnovare la Camera dei Deputati (400 seggi) e il Senato della Repubblica (200 seggi). È la prima elezione dopo il taglio dei parlamentari deciso con la legge costituzionale del gennaio 2020.

Fino ad oggi i deputati erano 630 e i senatori 315. Si vota solo domenica 25 settembre dalle 7 alle 23. Gli italiani all'estero hanno votato in questi giorni per corrispondenza e hanno dovuto far pervenire il plico con le schede al proprio ufficio consolare, pena annullamento, entro e non oltre le 16 (ora locale) di giovedì 22 settembre.

Come vengono distribuiti i seggi

Quest'anno ci sarà la novità, introdotta con la legge costituzionale dell'ottobre 2021, dei diciottenni che potranno votare per il Senato. Nelle precedenti elezioni votarono per il Senato solo gli over 25. I seggi riservati agli italiani all'estero, che voteranno con un sistema proporzionale e con le preferenze, sono 8 per la Camera e 4 per il Senato.

I restanti 392 seggi per la Camera e 196 seggi per il Senato verranno assegnati con un sistema misto: i tre ottavi con l'uninominale secco (vince chi arriva primo nel singolo collegio); i cinque ottavi con il proporzionale e collegi plurinominali. Fanno eccezione la Val d'Aosta che alla Camera e al Senato ha un unico collegio uninominale e il Trentino Alto Adige che elegge 6 senatori con sistema uninominale.

Quando si rischia di annullare il voto

I residenti in Italia non avranno la possibilità di un voto disgiunto né di esprimere preferenze. Se l'elettore traccia un segno sul nome del candidato del collegio uninominale e un segno su un contrassegno di una lista non collegata ad esso il voto è nullo. Per il resto sarà sufficiente tracciare un segno o sul simbolo del partito oppure sul nome del candidato nel collegio uninominale. In quest'ultimo caso il voto sarà valido anche ai fini dell'elezione del candidato nel collegio plurinominale della lista collegata e, nel caso di liste collegate in coalizione, i voti saranno ripartiti tra le liste della coalizione in proporzione dei voti ottenuti da ciascuna nel collegio uninominale.

Le coalizioni

Le coalizioni sono soltanto due: il centrodestra composto da FdI, FI, Lega e Moderati; il centrosinistra con 'Pd - Italia democratica e progressistà, 'Alleanza Verdi-Sinistrà, Impegno civico e +Europa. Tutte le altre liste, incluse M5s e Azione-Iv, correranno da sole. Lo spoglio comincerà dalle schede del Senato dopo le 23 di domenica 25 settembre.

Gli sbarramenti

Ci saranno sbarramenti: non verranno assegnati seggi alle coalizioni che non avranno almeno il 10% dei voti nazionali e alle singole liste che non avranno almeno il 3%. Per le coalizioni non verranno sommati i voti delle liste collegate che non abbiano superato l'1% dei voti nazionali. Sugli sbarramenti ci sono norme speciali per tutelare le minoranze linguistiche e per le liste che ottengano più del 20% dei voti in una singola regione.

La regione più popolosa è la Lombardia che avrà ben 53 seggi alla Camera e 31 al Senato. Seguono la Campania con 38 seggi alla Camera e 18 al Senato e il Lazio con 36 seggi alla Camera e 18 al Senato. La Valle d'Aosta avrà un deputato e un senatore. Il Molise 2 deputati e un senatore. Il Trentino Alto Adige 7 deputati e 6 senatori. La Basilicata 4 deputati e 3 senatori. L'Umbria 6 deputati e 3 senatori. I residenti in Italia per votare dovranno mostrare la tessera elettorale e un documento di riconoscimento.