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Tutto sommato una annata da incorniciare

Gaetano Evangelista
·2 minuto per la lettura

Smentite le indicazioni del Fear&Greed, un indicatore che gode di una popolarità immeritata, Wall Street ora asseconderà le indicazioni del Panic-Euphoria model di Citi. Anche nel 2020 il nostro modello di asset allocation ha conseguito un risultato decisamente gratificante.

Wall Street conclude in bellezza una annata iniziata sciaguratamente, e conclusasi con una generosa distribuzione di plusvalenze agli investitori che hanno adottato il necessario atteggiamento agnostico nei confronti dei mercati. Ancor più confortante la performance dell’indice MSCI ACWI, nella versione equiponderata, in cui ciascuno dei 50 indici rappresentati pesa in egual misura; che consegue a sua volta un nuovo massimo assoluto, salendo oltre il picco di inizio 2018 che perdurava da tre anni. Il +10.5% messo a segno nel 2020 è meno ghiotto della performance del 2019, ma nelle condizioni esogene vissute nei passati dodici mesi non si poteva fare di meglio. Ora ci si chiede cosa aspettarsi da questo 2021.

Gli investitori sembrano avere le idee chiare, a giudicare dalle statistiche sui flussi nel mese di novembre, rese note mentre il cotechino andava in cottura. Fra fondi comuni ed ETF azionari sono affluiti oltre 43 miliardi di dollari. Si tratta del primo dato complessivamente positivo da febbraio 2019, il migliore da gennaio 2018; il quarto, per consistenza degli ultimi vent’anni.

Beffarda la rilevazione, ora mediana, del Fear&Greed Index: un indicatore di sentiment che lo scorso anno ha guadagnato una clamorosa quanto immeritata popolarità fra gli investitori, e che a novembre si è spinto oltre il 90% (Extreme Greed). Al contrario delle attese prevalenti, il mercato ha continuato evidentemente a salire: del 3.5%, prima di Capodanno. Al solito, un approccio rigorosamente quantitativo ed oggettivo ha fornito un indubbio vantaggio operativo: restando posizionati, mentre le mani deboli si defilavano.

Decisamente più utile ed efficace il Panic-Euphoria model reso disponibile da Citi. La misura di sentiment più omnicomprensiva che conosciamo, in due settimane ha ceduto ben 36 punti, rimanendo però in territorio di ottimismo persistente. Il Rapporto Giornaliero di oggi esamina i precedenti analoghi, tracciando lo scenario conseguentemente più probabile per i mesi a venire.

Sullo sfondo, un 2020 che ha arriso più all’oro che al mercato azionario. Un dato che orienterà nei prossimi dodici mesi il nostro modello di asset allocation “3AM”, che nel 2020 ha conseguito una performance del +16.5% (+19.4% nella versione aggressiva).

Autore: Gaetano Evangelista Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online