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Twitter Inc. a picco al NYSE dopo blocco Trump e non solo

Fabio Carbone
·3 minuto per la lettura

Il titolo Twitter Inc. (TWTR) ha chiuso la seduta di lunedì 11 gennaio con una perdita del -6,41% a 48,18 USD (3,3 USD).

Gli investitori puniscono Twitter alla Borsa di New York (NYSE), quindi, dopo il bando di Donald Trump dalla piattaforma.

Ma la questione è molto più delicata come ha fatto notare un portavoce della cancelliera Angela Merkel, la quale ritiene “problematico che sia stato bloccato in modo completo l’account Twitter di Donald Trump”, perché la riflessione che fa la Cancelliera è questa:

È possibile interferire con la libertà di espressione, ma secondo i limiti definiti dal legislatore, e non per decisione di un management aziendale”, riporta Teleborsa.

La questione è quindi ben più ampia e impatta sulla libertà di espressione e su chi ha diritto e dovere di decidere se un contenuto minaccia o meno i principi costituzionali di un Paese. Ma allo stesso tempo è vero che i social network sono luoghi digitali privati: siamo tutti ospiti di Twitter Inc, Facebook Inc.

Twitter blocca anche Libero Quotidiano

Twitter Inc. non si è limitata a bloccare solo Trump in modo permanente, ma anche Libero Quotidiano in modo limitato. I cinguettii di quest’ultimo sono ancora leggibili, ma c’è una limitazione sul profilo che non consente di ricercare il profilo e i relativi tweet.

In totale la società ha dato il mandato ai suoi impiegati di bloccare anche 70 mila account legati a QAnon, una teoria cospirazionista statunitense che, si ritiene, Trump abbia cavalcato in questi anni appoggiandola.

Analisi in prospettiva del titolo Twitter Inc.

Da un punto di vista finanziario, secondo l’analista Mark Shmulik, analista di AllianceBernstein, citato da Teleborsa, sul lungo periodo Twitter potrebbe aver pensato ai suoi inserzionisti, perché l’attività di Trump portava a non considerare la piattaforma sicura per i marchi degli inserzionisti stessi.

In pratica, con Trump che occupava molto spazio con i suoi seguitissimi tweet e le migliaia e migliaia di risposte (positive e negative) che tali tweet ricevevano, causavano non pochi problemi agli inserzionisti che temevano, forse, di danneggiare il proprio marchio su Twitter.

Tuttavia questa è solo una ipotesi, perché lo stesso analista ritiene la scelta di Twitter “un po’ eccessiva”.

Trump avvierà la sua piattaforma?

Trump, subito dopo aver scoperto di essere stato escluso dal suo social network preferito Twitter, ha promesso che nascerà una sua piattaforma social.

Dal punto di vista economico Donald Trump ha tutte le risorse per farlo e potrebbe benissimo arruolare ottimi sviluppatori per realizzare quanto ha annunciato. Certamente bisognerà vedere se passerà ai fatti e appoggiato poi da chi.

Sì perché Parler, la nuova piattaforma social che ricalca Twitter, e dove la famiglia Trump in massa si è spostata da tempo per curare con la loro strategia comunicativa i sostenitori dei loro interessi, è stata costretta all’angolo dai suoi fornitori di servizi.

Amazon Web Services ha chiesto “gentilmente” a Parler di trovarsi un altro servizio hosting, Apple ha eliminato l’applicazione dall’Apple store e lo stesso ha fatto Google dal suo store.

Il rischio per gli investitori

La rimozione di Trump da Twitter ha quindi assunto una dimensione etica, rilevante sotto il punto di vista dei diritti fondamentali ed è ormai andata oltre il fatto in sé.

La domanda è chi sia titolato davvero a prendere decisioni del genere?

Si è creato quindi un precedente che in futuro potrebbe creare altre situazioni di instabilità che si riverberano poi sui mercati finanziari.

Gli investitori devono tenere conto anche di queste dinamiche prima di iniziare a fare trading.

This article was originally posted on FX Empire

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