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Ucraina, Fipe Sicilia: "Raffica di problematiche tra aumenti indiscriminati e mancanza prodotti"

(Adnkronos) - "L'altra faccia della guerra. Dopo il Covid, anche se realmente non è finito, ma si iniziano a vedere i primi spiragli di ripresa, ci capita un qualcosa di enorme come la guerra. Sembrava distante, sembrava che non ci toccava, ma eccola con i suoi effetti mediatici ma anche con i suoi effetti di ‘costi’". Lo afferma all’AdnKronos Dario Pistorio, Presidente Regionale Fipe Sicilia e Vicepresidente Vicario di Confcommercio Catania in merito alle conseguenze del conflitto russo-ucraino."Da una parte - aggiunge Pistorio- la timida ripresa del turismo ci fa sperare ad una stagione ‘buona’ ma dall'altra ci ritroviamo con una raffica di problematiche che vi elenco: aumenti indiscriminati delle materie prime in tutti i settori. Penso ad esempio al ‘food’. L’olio altoleico, quello per friggere, a settembre si comprava ad un prezzo all'ingrosso di 0,95-1,20 euro al litro,adesso invece è balzato a 3,70 euro al litro". "Un box di cartone per trasporto abiti - fa sapere Pistorio- da 8 euro,oggi si aggira intorno ai 28 euro. Vi sono gli aumenti in tema di energia. Non appena aumenterà il caldo e i condizionatori ‘partiranno’ - evidenzia- i costi non potranno più sostenersi".

"Vi e’ poi la mancanza di prodotti. Si parla del semplice vetro -continua- che incomincia a mancare così come la farina. Insomma un quadro non certo gradevole - spiega Pistorio- dove il commercio e i commercianti da giugno inizieranno a pagare le prime rate dei prestiti governativi. Alla luce di questo non sara’ facile e mi chiedo quante aziende non arriveranno a sostenersi?". Il Presidente Regionale Fipe Sicilia ricorda come "ciliegina sulla torta la mancanza di personale specializzato, una grande piaga".

Per Pistorio "bisognerebbe ridisegnare il sistema dei contributi lasciando degli euro in più nella tasca del lavoratore e le aziende pagare meno contributi. Iniziare a fare un quadro sulla domanda e l’offerta, sui redditi di cittadinanza e capire quali sono le esigenze delle attività". Secondo Pistorio infine, "il commercio in Sicilia e’ una barca in mezzo al mare lasciata al suo destino ma è la esatta fotografia del territorio nazionale". "Non ci vuole una bacchetta magica - conclude- ci vuole buon senso e ci vuole un governo che ascolti il popolo del commercio, la vera spina dorsale dell'economia Italiana". (di Francesco Bianco)

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