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Ucraina, il media manager: "Armi Occidente allungano la guerra"

(Adnkronos) - "Quella in Ucraina è una guerra convenzionale tristemente terminata a tavolino prima ancora di cominciare e alimentare false speranze mandando due mitragliatrici e qualche missile significa illudere gli ucraini e allungare la loro agonia. Se Putin non ha ancora raso al suolo Kiev non è perché non può ma solo perché deve tener conto delle sanzioni, della diplomazia e della piazza: dei nostri e soprattutto dei suoi pacifisti". Così il media manager Giulio Borgognoni.

"Se veramente l’occidente avesse voluto fare qualcosa per evitare questa strage avrebbe dovuto farla prima dell’esplosione della guerra; avrebbe dovuto porre in essere quel principio di prevenzione con cui, ad esempio, ci ha ammorbato per tutto il periodo del covid. Non solo non lo abbiamo fatto in Ucraina, lasciando che la piaga Donbass diventasse purulenta. Non lo facciamo mai. C’è stato forse un dibattito pubblico sulla fine della guerra in Afghanistan? Esiste un ministero della Pace? Abbiamo ripensato al ruolo di Onu e caschi blu? Abbiamo creato strumenti che coinvolgano o continuiamo a fabbricare sistemi che estromettono? La pace non si crea facilmente dopo l’esplosione delle guerre", sottolinea.

"C’è altro: aggirare una legge che ci vieta di vendere armi a un Paese in guerra, sia pure per supposta buona causa, crea un precedente e cozza con l’articolo della Costituzione che ripudia la guerra come strumento per risolvere i contenziosi fuori dai nostri confini", sottolinea il social media manager secondo cui si tratta di "un precedente che consente a Putin di bypassare la prima regola della convivenza internazionale, ossia la modifica unilaterale di un confine". "Adesso bisogna pensare a come fare pressione, a come strangolare la finanza russa e anche a come organizzare la nostra solidarietà con gli ucraini. Siamo disposti a rinunciare al 30% dei nostri riscaldamenti per fare a meno del gas di Mosca e a pagare un litro di benzina più di due euro? Forse è più facile lavarsi la coscienza con qualche arma che servirà per combattere le truppe russe ancora per qualche minuto prima di essere sconfitti", conclude.

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