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Ue: Messori, governo punta su crescita per conti ok

·2 minuto per la lettura

''E' chiara la scommessa del governo: non limitarsi, non vincolare troppo la spesa pubblica nella scommessa di avere tassi di crescita molto rilevanti, non solo con il rimbalzo del 2021 ma anche in prospettiva''. Lo afferma l'economista Marcello Messori all'Adnkronos, commentando le valutazioni dell'Ue sui documenti programmatici di bilancio degli Stati membri. La legge di bilancio, secondo Messori, ''si iscrive in questa strategia: prevede un deficit ancora consistente, prevede una riduzione negli anni futuri graduale, e quindi scommette sul fatto che l'aggiustamento di bilancio pubblico avverrà prevalentemente attraverso aumenti del denominatore piuttosto che attraverso contenimenti della spesa, cioè del numeratore''.

''La Commissione europea, tutto sommato, ha tocco leggero perché dice: va bene, capiamo la logica, approviamo la strategia di fatto, però chiediamo un'attenzione molto rigorosa sulla composizione di questa spesa'', spiega Messori. Durante la pandemia non è stato possibile controllare la spesa perchè ''eravamo in una grande emergenza. Ma da adesso in poi è evidente che la preferenza va a investimenti o a quella spesa in formazione ed educazione che dovrebbe consentire di fare innovazioni tecnologiche, sostenere davvero la concorrenza piuttosto che a interventi come il taglio delle tasse''.

Tuttavia, aggiunge Messori, ''mi sembra che la Commissione non ne abbia fatto un punto dirimente per l'approvazione del progetto di legge di bilancio. Credo che non sia stringente questa richiesta e quindi dubito che si possa tornare indietro rispetto a questa decisione''. ''Se con la bacchetta magica si potesse decidere come allocare la spesa pubblica la mia risposta -spiega Messori- sarebbe: con investimenti, diretti o indiretti, innovativi, educazione e formazione della forza lavoro, riforma del welfare per proteggere di più i redditi bassi e consentire questo passaggio, che sarà molto complicato per tutti i paesi, di riorganizzazione produttiva. In questo quadro mi sembra che il taglio delle tasse venga molto dopo. Se poi il taglio delle tasse viene visto come uno strumento nel ridisegno del welfare, allora può andare bene. Ma solo in questa chiave a mio avviso'', conclude.

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