Italia markets close in 7 hours 26 minutes
  • FTSE MIB

    22.138,60
    +77,62 (+0,35%)
     
  • Dow Jones

    29.638,64
    -271,73 (-0,91%)
     
  • Nasdaq

    12.198,74
    -7,11 (-0,06%)
     
  • Nikkei 225

    26.787,54
    +353,92 (+1,34%)
     
  • Petrolio

    45,58
    +0,24 (+0,53%)
     
  • BTC-EUR

    16.247,03
    -3,98 (-0,02%)
     
  • CMC Crypto 200

    382,90
    +18,31 (+5,02%)
     
  • Oro

    1.796,70
    +15,80 (+0,89%)
     
  • EUR/USD

    1,1985
    +0,0050 (+0,42%)
     
  • S&P 500

    3.621,63
    -16,72 (-0,46%)
     
  • HANG SENG

    26.567,68
    +226,19 (+0,86%)
     
  • Euro Stoxx 50

    3.520,90
    +28,36 (+0,81%)
     
  • EUR/GBP

    0,8943
    -0,0006 (-0,07%)
     
  • EUR/CHF

    1,0851
    +0,0019 (+0,18%)
     
  • EUR/CAD

    1,5515
    +0,0001 (+0,01%)
     

Ue migliora stime Pil Italia e Ue 2020 ma ripresa a rischio stop

Voz/Loc
·3 minuto per la lettura

Roma, 5 nov. (askanews) - Indicazioni in chiaroscuro dalla Commissione europea sull'economia italiana e dell'Unione. Da un lato, in positivo, l'escutivo comunitario ha rivisto in meglio le previsioni sul 2020, anche alla luce di un terzo trimestre che si è rivelato migliore del previsto. Ora sulla Penisola pronostica una caduta del Pil del 9,9% sul 2020, a fronte del meno 11,2% indicato nelle previsioni dello scorso 7 luglio. Un dato che resta di quasi un intero punto più basso del meno 9% stimato dal governo (nella Nota di aggiornamento al Def). Sul 2021 l'Ue prevede un recupero del Pil italiano del 4,1%, a fronte del più 6,1% stimato tre mesi fa. Sul 2022 pronostica un più 2,8%. Sull'area euro area è atteso un crollo del 7,8% quest'anno, un rimbalzo del 4,2% il prossimo e un più 3% nel 2022. Nelle previsioni economiche estive era indicato un meno 8,7% sul Pil 2020 e più 6,1% sul 2021. Dall'altro, in negativo, l'Ue avverte che la ripresa dei contagi e i nuovi lockdown rischiano di "interrompere il rimbalzo" seguito al crollo da pandemia. E nel presentare le previsioni, il commissario all'Economia Paolo Gentiloni ha parlato di un quarto trimestre "molto difficile". L'eurocommissario vede diversi "rischi al ribasso". Il primo è che "la pandemia potrebbe aggravarsi e durare di più", ha detto. Poi esiste la possibilità che "le misure di supporto, sia di Bilancio che sanitarie, vengano rimosse prematuramente". Infine "non si può escludere un rischio di stress sui mercati, che finora non si è verificato". Ci sono tuttavia "anche possibilità di miglioramenti", ha proseguito, innanzitutto sull'efficacia dei trattamenti anti Covid "inclusa ovviamente, la possibilità di una rapida diffusione di un vaccino il prossimo anno". Una seconda possibilità positiva è rappresentata da un accordo post Brexit Ue-Gran Bretagna. Intanto desta una certa inquietudine il pesante effetto sui conti pubblici italiani derivante dalla crisi pandemica e dalle misure decise in questo ambito. La Commissione europea prevede che il deficit di Bilancio dell'Italia balzi al 10,8% del Pil quest'anno, per poi moderarsi al 7,8% nel 2021 e al 6% ne 2022. Ma è soprattutto il debito a richiamare attenzione: è atteso lievitare al 159,6% del Pil nel 2020, praticamente 25 punti percentuali sopra il 134,7% del 2019, e poi segnare solo limature al 159,5% nel 2021 e al 159,1% nel 2022. Gentiloni, però, ha rassicurato: "credo che non ci sia oggi alcuna preoccupazione sulla sostenibilità" del debito dell'Italia, "c'è la necessità, nel medio periodo, di mettere il debito in un percorso sostenibilità e credo che questa preoccupazione sia pienamente condivisa dal governo italiano". Intanto l'Italia accuserà anche un crollo del 10,3% sul livello di occupazione quest'anno, a causa dalla crisi pandemica. E secondo le stime Ue recupererà solo parte di questa caduta nei due prossimi anni, con un più 6,1% nel 2021 e un più 2,4% nel 2022. Sul tasso di disoccupazione l'Ue stima una limatura al 9,9% quest'anno, un aumento all'11,6 nel 2021 e una limatura all'11,1% nel 2022. Va ricordato che il tasso di disoccupazione non computa coloro che smettono del tutto di cercare lavoro, che vengono catalogati nelle statistiche tra gli "inattivi".