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Ue propone "ponte" da 11,5 mld in 2020 da fondi Piano rilancio

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Bruxelles, 3 giu. (askanews) - La Commissione europea ha formalizzato oggi le sue proposte per la "soluzione ponte" che dovrebbe consentire di cominciare a erogare una parte dei fondi del Piano di rilancio post Covid-19 già nella seconda metà del 2020, e non solo a partire dall'anno prossimo, visto che i fondi di "Next Generation EU" si basano sul bilancio pluriennale (Qfp) 2021-2027.

L'Esecutivo comunitario aveva già proposto, la settimana scorsa, un aumento straordinario dei contributi degli Stati membri previsti dell'attuale Qfp 2014-2020 per consentire di incrementare di 11,5 miliardi la spesa per il 2020, in modo da avviare già nei prossimi mesi alcuni dei programmi previsti dal Piano di rilancio.

La decisione di oggi destina specificamente i finanziamenti supplementari da 11,5 miliardi di euro a quattro programmi previsti dal Piano di rilancio "Next Generation EU": 5 miliardi ciascuno andranno al programmi "ReactEU" (per i fondi di coesione) e al "Solvency Instrument", il fondo che fornirà garanzie per la ricapitalizzazione delle imprese sane che rischiano di fallire per le conseguenze del Covid-19 e delle misure antipandemiche. Altri 500 milioni di euro andranno ad aumentare il capitale dello "EU Investment Fund", per gli investimenti delle aziende private; 1 miliardo, infine, sarà destinato al "Sustainable Fund" esterno, per i paesi dei Balcani occidentali candidati all'adesione all'Ue.

In più, in risposta alla crisi siriana, la Commissione ha anche proposto di aumentare di 585 milioni di euro, dal bilancio 2020, il sostegno Ue ai rifugiati della regione.

Alla Giordania e al Libano saranno destinati 100 milioni di di euro per sostenere l'accesso all'istruzione, i mezzi di sussistenza e la fornitura di servizi sanitari e igienici, per lo smaltimento dei rifiuti e per la protezione sociale per i rifugiati e le comunità che li ospitano.

Altri 485 milioni di euro sosterranno nel 2020 i rifugiati in Turchia, dando continuità ai due programmi umanitari di punta dell'Ue, che forniscono assistenza finanziaria mensile a circa 1,7 milioni di profughi e aiutano regolarmente oltre 600.000 loro bambini a frequentare la scuola.