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Ue, Vattani: Epa intesa storica col Giappone, non solo su dazi

Fgl

Roma, 16 nov. (askanews) - Sbaglia chi indica il Trattato fra Ue e Giappone come un accordo per abbattere soltanto i dazi. Lo ha affermato l'ambasciatore Umberto Vattani da Tokyo dove, fino a sabato 16 novembre, presso l'Istituto italiano di Cultura, si sta riunendo l'Assemblea dell'Italy Japan Business Group (IJBG), organismo che allea e incentiva la collaborazione fra le business community dei due Paesi del G7.

"L'EPA - ha precisato Vattani - non è solo un accordo doganale tra le due grandi aree del mondo. Certo, azzera i dazi e cancella gradualmente i contingenti. E', però, molto di più di un'intesa doganale: Europa e Giappone si presentano come partners che credono nelle regole, nel diritto, nella trasparenza e intendono esercitare la loro influenza a livello mondiale sugli aspetti di regolazione degli scambi. In primo luogo, fissando degli standard molto alti in materia di sicurezza alimentare, salute, proprietà intellettuale e ambiente. Né il Giappone né l'Europa sono disposti ad abbassarli in cambio di eventuali benefici commerciali. In secondo luogo, attraverso il chiaro messaggio indirizzato ai Paesi terzi: se intendono accedere alla nuova grande area, dovranno adeguarsi a tali standard di eccellenza. Infine, per quanto riguarda le industrie-chiave per il futuro, quelle che utilizzeranno l'intelligenza artificiale, i nuovi software per i pagamenti senza cash, per i trasporti intelligenti, per l'Internet of things, gli standard terranno conto degli imperativi etici, sociali, del lavoro e della sostenibilità".

L'EPA è dunque un'intesa che cambierà il volto di tutto il trade del mondo: "L'EPA - ha sostenuto Vattani - va visto come un accordo di seconda generazione, un'intesa storica, uno straordinario passo avanti che giunge in un momento cruciale. Consente all'Europa di far valere i valori e i criteri in cui crede potendo contare sull'appoggio del Giappone, il quale pur occupando il terzo posto nella graduatoria delle potenze economiche, non sarebbe da solo In grado di farlo. Senza nulla togliere all'importanza della "Road and belt initiative" con la Cina, non vi è dubbio che questo accordo rappresenta l'evento più significativo tra quelli verificatisi a livello mondiale, proprio in virtù delle dimensioni dell'area che rappresenta: il 30% del Pil mondiale, il 40% degli scambi per 640 milioni di cittadini. Crescono altresì notevolmente gli investimenti e ci si apre a collaborazioni significative tra Università e Centri di ricerca dei due Paesi".(Segue)